automedicazioneL’influenza è una malattia provocata da virus (del genere Orthomixovirus) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. È una malattia stagionale che, nell’emisfero occidentale, si verifica durante il periodo invernale.
Il primo isolamento di virus influenzale nell’uomo risale al 1933 in Inghilterra (ma in precedenza erano stati isolati virus influenzali sia da polli che da suini). Da allora, ne sono stati identificati tre tipi differenti, costituenti il genere Orthomixovirus: il virus tipo A e i virus tipo B responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico). Quando veniamo in contatto con i virus influenzali il nostro organismo produce delle difese contro il virus dell’influenza ma queste  non sono più efficaci per il virus dell’anno successivo per la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare e ingannare le nostre difese.
Per questi motivi la composizione del vaccino deve essere aggiornata tutti gli anni.

Modalità di trasmissione
Il virus influenzale, generalmente acquisito attraverso il contatto con altre persone infette, si trova sia nella saliva, sia nel muco delle vie respiratorie e può penetrare nell’organismo attraverso le mucose (bocca, occhi e naso). Il virus può essere trasmesso per via aerea dal momento del contagio fino ai tre-quattro giorni successivi ai primi sintomi che si manifestano a distanza di uno-quattro giorni dall’infezione. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Si diffonde molto facilmente negli ambienti affollati.

Sintomi
In Italia, l’influenza si manifesta nel periodo invernale (prevalentemente, tra dicembre e marzo) e si risolve nell’arco di cinque-sette giorni, anche se tosse e malessere generale possono perdurare per due o più settimane.
L’influenza è contraddistinta da un repentino manifestarsi di sintomi generali e respiratori: febbre elevata (della durata di circa tre giorni), che si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore e tosse non catarrale a volte accompagnati da nausea e diarrea.  La febbre è generalmente più elevata nelle infezioni provocate dai virus del tipo A mentre, in quelle causate da quelli del tipo B, si mantiene a livelli più bassi. Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano vomito e diarrea. Anche negli anziani (oltre i 75 anni d’età) la febbre rimane bassa, l’insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza, dolori articolari e stato confusionale.

Terapia
I farmaci più utilizzati sono di tipo sintomatico quali antipiretici (paracetamolo) per la febbre, la cefalea e i dolori articolari.
Sono stati identificati solo due farmaci con azione antivirale, l’amantadina e la rimantadina, che agiscono solo sull’infezione influenzale provocata dai virus di tipo A. Tuttavia, andrebbero usati solo quando ci sono rischi di gravi complicazioni perché possono avere effetti collaterali di tipo neurologico e favorire lo sviluppo di ceppi virali mutanti resistenti. Inoltre, sono efficaci solo nel 70-90% dei casi. La loro efficacia è però fortemente condizionata dal tempo trascorso dalla comparsa dei primi sintomi, essendo efficaci solo se somministrati entro 48 ore. In Italia, come negli altri Paesi europei, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per le persone di età pari o superiore ai 65 anni, per le persone di tutte le età con patologie croniche e per determinate categorie professionali.L’obiettivo della strategia non è prevenire l’influenza nella popolazione generale, ma ridurre il rischio di complicanze e decessi, più frequenti in determinate categorie, in particolare negli anziani.

Prevenzione
Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l’influenza, sia perché aumentano notevolmente le probabilità di non contrarre la malattia sia perché, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicanze.
L’influenza interessa ogni anno il 5-10% della popolazione, ed è la terza causa di morte in Italia per malattie infettive, dopo AIDS e tubercolosi.. Si stima che ogni anno circa 8.000 persone muoiano a causa dell’influenza e delle sue complicanze. Di queste l’84% è rappresentato da persone che hanno più di 65 anni. Per ridurre questo rischio esiste una soluzione efficace, sicura ed economica: la vaccinazione contro l’influenza.
A metà settembre il Ministero della Salute ha diramato una circolare nella quale sono indicati i gruppi di persone più a rischio per l’influenza e le sue complicanze, alle quali la vaccinazione viene offerta gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

Chi si deve vaccinare

  1. Le persone che hanno più di 65 anni, anche se in buona salute.
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da:
    • malattie croniche a carico dei bronchi e dei polmoni (compresa l’asma)
    • malattie del cuore e dell’apparato circolatorio
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche
    • malattie renali con insufficienza renale
    • malattie del sangue
    • tumori
    • malattie congenite o acquisite o che assumono farmaci che determinano una insufficiente produzione di anticorpi
    • malattie infiammatorie croniche e condizioni di malassorbimento intestinale
    • malattie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
    • malattie che comportano un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad. Esempio malattie neuromuscolari)
  3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico (aspirina) per il rischio di sviluppare la sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino al secondo o terzo trimestre di gravidanza.
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
  6. Medici e personale sanitario di assistenza.
  7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio.
  8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e particolari categorie di lavoratori (es. forze di polizia e vigili del fuoco).
  9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

Per tale ragione, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata anche a:
– allevatori e addetti all’attività di allevamento
– addetti al trasporto di animali vivi
– macellatori e vaccinatori
– veterinari pubblici e libero-professionisti.

Chi non si deve vaccinare
Attualmente la vaccinazione non è raccomandata per:

  1. Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
  2. Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.

Quali sono gli effetti collaterali della vaccinazione?
Gli effetti indesiderati sono poco frequenti e non gravi; vanno dal gonfiore-arrossamento nella sede dell’iniezione, al malessere generale, alla febbricola o dolori muscolari di breve durata e intensità.

Che fare oltre al vaccino?
La vaccinazione non garantisce mai una protezione all’influenza della totalità delle persone vaccinate: al massimo risulta protetto il 70-90% dei vaccinati. Per questo è molto importante adottare alcune misure di protezione personali utili per ridurre la trasmissione del virus, e che non vengono mai ricordate a sufficienza, quali:

  1. lavarsi le mani soprattutto dopo aver tossito o starnutito.
  2. coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce.
  3. stare a casa quando si hanno malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale , per evitare la diffusione del contagio;
  4. usare mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali, quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).

© 2015 Farmacie Comunali Spa - Via Asilo Pedrotti, 18 - 38122 Trento (TN) - Tel. 0461 381000 Fax 0461 381080 e-mail: segreteria@farcomtrento.it - PEC:trento@assofarm.postecert.it