L’autunno è arrivato, e con le giornate un po’ più fresche e il ritorno alla routine il nostro esercito immunitario è messo alla prova dai primi malanni stagionali. Infatti fanno la loro prima comparsa mal di gola, raffreddori e tosse.
Proviamo a comprende come ci possiamo difendere al meglio.
Com’è organizzato il nostro sistema immunitario?
È una rete si sicurezza dell’organismo e lo si può immaginare come un videogioco a più livelli: siamo dotati, infatti, di pelle, muco e pH dello stomaco, componenti dell’immunità innata, che fungono da primo ostacolo all’ingresso di agenti patologici.
Se però questo livello di protezione viene eluso da virus e batteri scatta il secondo livello, in cui sono presenti meccanismi fisiologici complessi tra cui anche la febbre, sempre appartenente all’immunità innata.
Quando questa compare, dovremmo ascoltare il nostro organismo che ci sta dicendo che siamo stati attaccati da un agente patogeno.
Se anche questo livello non funziona, ci sono soldati specifici (linfociti B e T) – appartenenti all’immunità acquisita – che, con un meccanismo di chiave – serratura, sono in grado di neutralizzare in maniera specifica la causa del nostro malessere.
Mantenere un intestino sano contribuisce al nostro benessere immunitario?
Certamente! Il nostro intestino contiene il microbiota, che si considera un metaorgano: infatti non è studiato sui libri di fisiologia, ma ha molte competenze che aiutano il nostro corpo a funzionare meglio. Dobbiamo immaginarlo come una specie di social media immunitario: infatti, quando siamo colpiti da un agente patogeno tutto l’intestino si allerta e riesce a trasmettere a tutto il corpo un segnale di allarme. In più, una parte del microbiota è in grado di produrre IgA, immunoglobuline di tipo A, fondamentali per una corretta risposta immunitaria.
Come si mantiene sano il nostro intestino?
Il nostro intestino si mantiene sano in primis con un’alimentazione corretta: tutti i giorni dovremmo seguire i consigli di medici e nutrizionisti a riguardo. Un’alimentazione sana e varia è alla base del nostro benessere intestinale. Negli ultimi anni, in farmacia, sono comparsi poi integratori che contengono dei ceppi di probiotici che aiutano il nostro sistema immunitario e livello intestinale. Sono sicuramente un valido aiuto a tutte quelle persone che per inclinazione o per cause dovute a malattie o farmaci hanno difficoltà a raggiungere il benessere intestinale ma non prescindono mai ad una giusta alimentazione.
La fitoterapia ci viene in aiuto per migliorare il nostro benessere immunitario?
Il nostro Trentino ha una tradizione molto forte in questo ambito, e in tal caso potremmo farci aiutare da piante che non appartengono al nostro territorio, prima tra tutte l’echinacea.
Infatti l’echinacea è usata fin dall’antichità dagli indiani Cheyenne che costruivano i loro villaggi vicino alle coltivazioni spontanee di questa pianta e ne usavano la radice per tentare di curare sia i malanni della stagione fredda che le infezioni dovute alle ferite da freccia. Infatti, essa contiene nel suo fitocomplesso sostanze che sono antibatteriche, antivirali e altre che hanno una competenza immunitaria.
Spesso troviamo l’echinacea associata alla vitamina C o acido ascorbico, perché partecipa a molte reazioni metaboliche e alla biosintesi di aminoacidi, ormoni e collagene. Grazie alle sue grandi proprietà antiossidanti, la vitamina C aiuta l’organismo nella neutralizzazione dei radicali liberi e coadiuva al benessere del sistema che ci difende grazie alle sue competenze immunitarie.
In alcuni casi la possiamo trovare in associazione con altre piante come la ravintsara, una canfora malgascia che deve le sue proprietà all’1-8 cineolo o eucaliptolo che è un valido aiuto al nostro sistema immunitario.
Anche l’eleuterococco può trovare spazio a questo tipo di integrazione, infatti è un importante immunostimolante che possiamo utilizzare come nostro alleato nel periodo autunnale: migliora la resistenza dell’organismo e lo aiuta ad “adattarsi” ai cambiamenti stagionali, riequilibrando l’energia e stimolando il metabolismo.
Per un consiglio più personalizzato è bene rivolgersi comunque a personale specializzato onde evitare di incorrere in interazioni con i farmaci o in sovradosaggio.






