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Viaggiare alla scoperta del mondo

Luoghi, natura e persone da portare nel cuore
Elisabetta Farina

29 Giugno 2026 | Consigli, Rivista Pharmacom

Come scegliere una destinazione ideale per chi cerca un viaggio esperienziale che vada oltre la semplice vacanza, diventando un’immersione autentica nel territorio e nelle comunità locali?

Richiede preparazione, dalla definizione dell’itinerario agli accorgimenti per la tutela dell’incolumità e della salute. Abbiamo incontrato Giorgia Spagnolli, farmacista della farmacia comunale Povo di Trento, viaggiatrice appassionata con “una valigia” ricca di ricordi ed esperienze.

La dottoressa Giorgia Spagnolli, farmacista della farmacia comunale Povo di Trento.

Dottoressa Spagnolli, sfatiamo un pensiero diffuso: vacanza e viaggio sono sinonimi.

Sebbene entrambi si vivano nel tempo libero e solitamente lontano dai luoghi abituali, differiscono nella ragione per cui li scegliamo. La vacanza è il momento in cui rilassarsi, rigenerarsi e riposare per riprendersi, possibilmente in un luogo confortevole. Viaggiare significa rispondere all’esigenza di esplorare ambienti nuovi e scoprire culture diverse, essendo disposti ad adattarsi a situazioni, anche disagevoli. Soprattutto i viaggi più “avventurosi” fuori dalle classiche rotte non sono rilassanti, ci si sposta di notte, bisogna adeguarsi a mangiare quello che offre la località, si dorme non sempre in luoghi comodi.

Lei si è sentita di optare per il viaggio.

Ormai da alcuni anni, ho fatto questa scelta, e ogni viaggio si rivela esperienza di vita capace di rigenerarmi a livello mentale. Mi piace definire il viaggio un “acceleratore di vita” che mi permette di veder il mondo in modo diverso, ma non soltanto il mondo, anche me stessa.

Mi nutre andare verso la scoperta, uscendo dai miei schemi mentali, dalla mia confort zone. Mi sono messa anche alla prova, scoprendo aspetti che non sapevo fossero parte di me.

Viaggiare è soprattutto pormi in ascolto e osservazione del luogo in cui sono, conoscere culture nuove, stupirmi e lasciarmi trascinare… dal viaggio.

Paesi ed emozioni che hanno lasciato un ricordo indelebile nel cuore?

Ogni viaggio viene portato con me nei ricordi e nel cuore, ma per rispondere alla domanda posso dire che il Sud-est asiatico è il luogo verso cui ho un particolare richiamo. Mi rimanda alla gentilezza, alla serenità e a ritmi più tranquilli. Penso alla navigazione con le lance sul Mekong, alle zone rurali del Laos.

Ho amato anche il Vietnam, ma è molto caotico.

Bellissimo è stato poi il viaggio in Eritrea, un paese poco aperto al turismo, e la scoperta dell’incantevole capitale Asmara.

E ancora, i giorni trascorsi all’arcipelago eritreo delle isole Dahlak, che non sono costruite quindi non ci sono né alberghi né case, campeggiando nella natura e facendo snorkeling tra tartarughe, pesci tropicali e coralli. Qui – come pure in Colombia – ho goduto del suggestivo spettacolo della bioluminescenza dell’acqua durante la notte legato alla capacità dei micro-organismi del plancton di emettere luce quando l’acqua viene mossa.

Ricordo poi l’emozione unica, come il trekking in Perù tra 4000-5000 metri di altitudine, attraversando la foresta e dormendo sotto il ghiacciaio, per raggiungere a piedi Machu Picchu.

Natura, ma anche contatti con gli abitanti del luogo.

Uno degli obiettivi del viaggio è lo scambio umano con le persone. Noi li organizziamo autonomamente cercando realtà gestite dalla popolazione locale così da conoscere abitudini e tradizioni e assaggiare l’autentico cibo locale. Vivere la cultura del posto rappresenta lo strumento più autentico per entrare nel cuore dei Paesi che visitiamo.

Soraypampa campi base di fronte al ghiacciaio Salkantay e al lago Humantay (a circa 3900 m) (Ande).

Soprattutto scegliendo di organizzare autonomamente l’itinerario, la sicurezza si pone come elemento centrale.

Nella programmazione della prepartenza non abbiamo mai trascurato questo elemento. Quando si pianifica un viaggio al di fuori dei confini nazionali, la tutela della propria incolumità e la conoscenza dei requisiti burocratici rappresentano il primo passo per una esperienza serena. Il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, noto come la Farnesina, mette a disposizione dei cittadini due strumenti istituzionali gratuiti, complementari e fondamentali.

Il portale di informazione viaggiaresicuri.it, accedendo al quale è possibile selezionare la propria destinazione per verificare la validità residua richiesta per il passaporto, la necessità di visti d’ingresso, le raccomandazioni sanitarie e la situazione dell’ordine pubblico aggiornata in tempo reale per ogni singolo Paese.

Il registro online delle presenze italiane all’estero su base volontaria dovesiamonelmondo.it, su cui registrare i dettagli del viaggio (date, voli, recapiti, itinerario, strutture alberghiere) qualche giorno prima di partire. Consente all’Unità di crisi della Farnesina di mappare la presenza dei connazionali per contattarli e soccorrerli tempestivamente in caso di gravi emergenze.

Dopo avere pensato alla tutela dell’incolumità, come provvedere a quella della salute?

Ovviamente per andare in Francia non mi pongo particolari domande, ma se decido di partire per un altro continente e andare, ad esempio, in aree tropicali, la prevenzione sanitaria costituisce un tassello fondamentale della pianificazione. Asuit mette a disposizione l’Ambulatorio di medicina dei viaggi con tre sedi sul territorio a Trento, Rovereto e Pergine Valsugana. Circa due mesi prima si effettua il colloquio per valutare, in relazione a itinerario e modalità di viaggio, i rischi possibili e gli eventuali vaccini a cui sottoporsi. Si ricevono poi indicazioni di educazione sanitaria per i comportamenti di prevenzione da attuare.

Alcune indicazioni pratiche, grazie alla sua esperienza di viaggiatrice e come farmacista?

Da farmacista, porto sempre con me un kit di base e non separo blister o flaconi dalla confezione e dal foglietto illustrativo.

In caso di piani terapeutici, consiglio di informarsi tramite ambasciata e consolati della documentazione necessaria in relazione al Paese di destinazione e contattare le compagnie aeree sulle modalità di trasporto. È comunque utile portare con sé la ricetta sul cellulare o in fotocopia e farsi rilasciare una relazione medica in lingua inglese.

Basandomi sull’esperienza di viaggio, consiglio di porre molta attenzione all’acqua corrente: in doccia tenere la bocca chiusa, non porre ghiaccio nelle bevande, utilizzare la bottiglietta dell’acqua anche per lavarsi i denti e sciacquare lo spazzolino. Molta attenzione anche al cibo: noi in viaggio consumiamo anche cibo di strada ma rigorosamente cotto.

In merito agli insetti, non lesinare i repellenti soprattutto al tramonto e all’alba. Noi, poiché in alcune località trascorriamo la notte adattandoci, portiamo sempre il saccoletto per evitare il contatto con le cimici da letto.

Un semplice consiglio, ma che può evitare malanni, è munirsi di foulard, scaldacollo ecc. per ripararsi dall’aria condizionata durante i trasferimenti (ad esempio in aereo e in aeroporto).

Inoltre, nei viaggi aerei molto lunghi ho adottato l’abitudine di indossare le calze a compressione, per prevenire dolore alle gambe e gonfiore. 140 denari si rivelano utili, oppure se si preferisce quelle graduate chiedendo un consiglio al medico.

Infine, valutare l’assicurazione sanitaria quando si viaggia fuori dall’Unione europea.

Per lasciare un messaggio ai nostri lettori, le chiedo di condividere la frase con la quale lei sintetizza il legame con i viaggi.

Volentieri. Io sono solita dire che un viaggio “prima lo sogno, poi lo programmo, lo vivo e dopo lo ricordo, anche grazie alle fotografie”.