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Il nuovo nomenclatore ortoprotesico 2025

La personalizzazione degli ausili, fulcro dell’assistenza al paziente
Redazione Pharmacom

15 Ottobre 2025 | Rivista Pharmacom

Dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo nomenclatore tariffario ortoprotesico. Un decreto che rappresenta un passo importante nell’assistenza ortopedica.

Incontriamo Luigi Gulisano, direttore tecnico di Sanit Service, per approfondire l’argomento.

Dottor Gulisano, il nuovo nomenclatore è un aggiornamento atteso da tempo.

Un aggiornamento che era atteso da oltre vent’anni. Il precedente nomeclatore, risalente al 1999, non rispondeva più alle esigenze della pratica clinica contemporanea e non teneva conto né delle innovazioni tecnologiche né delle reali necessità dei pazienti.

Con questo nuovo decreto, invece, il quadro normativo è finalmente aggiornato, più chiaro e allineato alla realtà dei centri ortopedici e delle strutture sanitarie.

Qual è la principale novità?

La novità più evidente riguarda la personalizzazione degli ausili. Oggi, infatti, il sistema privilegia il su misura rispetto alle soluzioni standard predisposte. Va detto, però, che alcuni ausili standard, se correttamente adattati da un tecnico ortopedico, erano molto validi: garantivano tempi di consegna rapidi, efficacia e costi contenuti per il Servizio sanitario. La loro rimozione segna una scelta netta verso la personalizzazione.

In questo contesto, il ruolo del tecnico ortopedico diventa centrale.

Non si tratta solo di costruire dispositivi, ma di tradurre la prescrizione medica in un ausilio funzionale e adeguato alle caratteristiche di ogni paziente. Il tecnico interviene per costruire, adattare, regolare e ottimizzare i dispositivi, assicurando che siano realmente efficaci e confortevoli. Questa professionalità garantisce che il passaggio dal progetto alla realtà sia sicuro e preciso, soprattutto nei casi di plantari, busti, tutori e protesi.

Anche la suddivisione degli ausili è stata modificata.

Gli ausili ortopedici oggi sono suddivisi in tre elenchi:

• Elenco 1: dispositivi su misura, progettati e realizzati specificamente per ciascun paziente;

• Elenco 2A: ausili di serie che richiedono comunque adattamenti da parte di un tecnico ortopedico qualificato;

• Elenco 2B: ausili di serie pronti all’uso.

Questa classificazione aiuta sia i professionisti che i pazienti a comprendere chiaramente le possibilità e i limiti di ciascun ausilio.

Un altro aspetto importante riguarda i tempi di rinnovo degli ausili, aggiornati rispetto al passato.

Pur senza entrare nei dettagli numerici, oggi ci sono regole più uniformi e coerenti, pensate per garantire un uso corretto e sostenibile delle risorse. Nei pazienti minori, in particolare, i tempi restano soggettivi, perché la crescita richiede continui adattamenti e monitoraggi.

L’accesso agli ausili tramite il Servizio sanitario nazionale resta strutturato in tre passaggi fondamentali: la prescrizione medica da parte di uno specialista, l’autorizzazione dell’azienda sanitaria di competenza e la realizzazione e consegna presso centri ortopedici convenzionati.

Rivolgersi a strutture specializzate come la nostra è fondamentale, perché solo in questo modo il paziente ha la garanzia di ricevere dispositivi conformi alle normative e seguiti da professionisti qualificati.

Il nuovo nomenclatore rappresenta, quindi, una rilevante novità nell’assistenza ortopedica.

Certamente, rappresenta un passo importante verso una maggiore qualità e precisione nell’assistenza ortopedica. La priorità al su misura significa dispositivi più adeguati alle esigenze di ciascun paziente, un controllo più accurato del risultato e un supporto continuo da parte del tecnico ortopedico. Allo stesso tempo, la riduzione degli ausili standard segnala una scelta chiara verso la personalizzazione, pur lasciando aperta la speranza che in futuro alcune soluzioni standard regolabili possano essere reinserite, per garantire maggiore rapidità e accessibilità.