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Esercizio fisico, sport e benessere complessivo

La motivazione fa la differenza
di Elisabetta Farina

Reduci dalle recenti olimpiadi e paraolimpiadi invernali, abbiamo scelto di trattare il tema dell’esercizio fisico in rapporto al benessere generale sia fisico sia emotivo, approfondendo le motivazioni che ci portano ad affrontare l’attività motoria nelle differenti situazioni di vita.

Per farlo ci siamo rivolti a due farmacisti esperti conoscitori del rapporto tra esercizio fisico e salute sia in qualità di operatori sanitari sia come sportivi.

Abbiamo intervistato Giuseppe Baratto, farmacista alla comunale di Pergine e collaboratore di Fc Academy, e Francesco Scarano, direttore della farmacia comunale San Camillo a Trento.

Dottor Baratto, quali sono i diversi modi di affrontare l’esercizio fisico?

Volendo sintetizzare possiamo identificare tre tipologie di approccio:

chi lo cerca con difficoltà, identificabile con il sedentario;

chi lo vede come mezzo per mettersi in forma, che possiamo chiamare l’occasionale;

chi lo pratica in modo regolare sia indoor sia outdoor, definibile come assiduo.

Iniziamo quindi ad analizzare il primo, il sedentario.

Ha necessità di avere una motivazione valida per iniziare. La spinta spesso arriva per una necessità di salute, emersa ad esempio a seguito del referto delle analisi del sangue.

I valori metabolici che misuriamo con le analisi ematiche (ad esempio profilo lipidico, glicemia, emoglobina glicata) insieme ai valori pressori – quindi parametri scientifici – successivamente potranno poi anche mostrare gli effetti positivi dello svolgimento dell’attività fisica svolta.

Mettersi in movimento significa anche soltanto 30 minuti al giorno di attività fisica come camminare oppure 6 ore distribuite nell’arco della settimana. Si tratta di un impegno minimo per garantirsi una salute piu duratura.

Questa può essere l’occasione di prendere un momento per riflettere su sé stessi e domandarsi perché non si trova tempo per svolgere questi esercizi e si continua a evitarli. Ecco che allora possiamo intervenire in modo mirato e con maggiore soddisfazione. La parola chiave quindi è motivazione.

Passiamo all’occasionale, quindi, ad esempio, a chi si attiva per la prova costume.

Trova la motivazione forte, come il sedentario, o nella ricerca della forma fisica o nel timore per i valori delle analisi del sangue. Quindi spesso approcciando l’esercizio fisico passando da 0 a 100 senza dare all’organismo il tempo per gli adattamenti necessari.

L’esercizio invece deve essere leggero ma costante nel tempo anziché molto intenso, modalità che aumenta soltanto lo stress. Si deve ricordare che in alcuni casi fra attività fisica e piano nutrizionale il tempo necessario per vedere un cambiamento richiede pazienza, infatti i primi cambiamenti dei valori metabolici sono visibili dopo circa 3 – 4 mesi.

Nell’approccio occasionale allo sport, spesso si cerca consiglio da amici, o si seguono consigli letti oppure la moda del momento. Meglio pensare a cosa può fare bene anche emotivamente e farlo con soddisfazione così da rilasciare endorfine che sono alla base della felicità e che, ad esempio, aiutano a dormire meglio a relazionarsi meglio con gli altri. In questo caso le parole chiave sono costanza e pazienza.

Concludiamo con gli assidui

Hanno già trovato la loro strada e praticano sport adattandosi alla stagione.

Grazie alle endorfine, in alcuni casi, si può verificare anche una certa “dipendenza” dallo sport, che porta a praticare sia indoor sia outdoor per restare sempre allenati. C’è poi chi pratica anche partecipando a gare.

Nel caso dell’assiduo è importante bilanciare e valutare i tempi di recupero a seconda dell’età e del genere. Così si possono raggiungere performance migliori – soprattutto per coloro che partecipano a competizioni – dando il giusto spazio ai vari tempi: riscaldamento, attività, defaticamento, riposo notturno.

Anche l’integrazione è importante sia per fornire all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, poiché è difficile avere tutto ciò di cui si ha bisogno dall’alimentazione come aminoacidi, proteine, antiossidanti, sia per ridurre le molecole ossidanti che si sviluppano durante la pratica sportiva, in questo caso si assumono integratori specifici, ad esempio Omega 3 oppure prodotti per sportivi (non dopanti). Senza dimenticare l’idratazione.

Dottor Scarano, dalla sua esperienza a banco, quando si viene in farmacia per chiedere un consiglio relativo alla pratica sportiva?

L’atleta professionista non viene in farmacia. Noi vediamo la persona che vuole ripartire dopo un periodo di ferma oppure l’amatoriale che vuole fare una performance e poi la mamma del futuro atleta che, spinta dall’amore materno e/o dall’allenatore desidera sostenere il figlio.

Chiunque viene in farmacia cerca una soluzione o un vantaggio. Ma questo, in alcuni casi, potrebbe rilevarsi uno svantaggio.

Ad esempio?

Un caso è quello dello “sport della domenica”.

Non ha senso integrare proteine, aminoacidi e creatina per “migliorare” la prestazione di un bambino nella gara della domenica. Oppure l’integrazione per la persona che esce in bicicletta due ore la domenica. In questo caso il corpo ha meccanismi di compensazione.

Altra situazione è quella di una persona che pratica molto fitness ed è sottopeso. Se riceve consigli errati e assume un’integrazione sbagliata può rischiare più facilmente l’infortunio. O viceversa, una persona che è sovrappeso se segue un consiglio nutrizionale sbagliato può andare incontro a infortunio.

In ogni situazione il consiglio è di cercare di migliorare lo stile di vita quotidiano e non necessariamente la performance del singolo momento. Lo sport dovrebbe essere una spinta a promuovere modelli di vita e di crescita per bambini, adolescenti e adulti.

Consiglio rivolto in particolare ai ragazzi

Dagli 8 ai 15 anni, l’allenatore dovrebbe essere soprattutto un educatore.

Si rischia di odiare poi quella disciplina. Lo dico per esperienza, poiché a me è successo con il nuoto. Il problema non è la fatica ma la modalità di imposizione.

Mi è capitato domandando a dei ragazzi «Ti stai divertendo?» di ricevere la risposta «Mi diverto di più quando gioco con i miei amici». Infatti è questa la parola chiave: gioco. In questa situazione lo sport/gioco assume la valenza positiva di stimolo per stare bene con sé stessi e con gli altri. È basilare una cultura del benessere psicologico che favorisca fiducia, resilienza e continuità nella motivazione. 

Soprattutto se l’obbiettivo è di prepararsi per affrontare una gara

Sono ancor più necessari forza a livello mentale e tempi di recupero per sostenere il carico mentale e lo stress fisico che il corpo deve sopportare.

In farmacia si cerca di capire anche il contesto psicologico quando ci viene chiesto un consiglio. Ad esempio se un ragazzino deve sempre andare in bagno prima di entrare in vasca possiamo trovarci di fronte a un caso di ansia da prestazione.

Oppure se ragazzi con i crampi chiedono antinfiammatori poiché la sera precedente sono andati in palestra. Spieghiamo che quei crampi sono la conseguenza dello sport, non sono un problema di salute che richiede un medicinale. Lo sport è sofferenza poiché poni il tuo fisico a dei livelli elevati che richiedono forza muscolare e mentale seguite da tempi di recupero.

I ritmi sono sempre più veloci e non prevedono l’attesa.

È cambiata l’idea dello sport, dallo stare bene all’essere performante, possibilmente in tempi brevi.

Questo vale anche per gli adulti. Racconto un breve dialogo avuto in farmacia che ritengo significativo «Io tra due mesi ho la maratona». «Ma tu corri?» «Vado qualche volta a correre un po’ durante la settimana».

La sua visione è ampia e dettagliata grazie anche al costante percorso di approfondimento, come il Master nutrizione e integrazione dello sport della Sanis Academy.

L’approfondimento delle proprie conoscenze è imprescindibile per un operatore sanitario. Io ho scelto l’ambito in cui unisco competenze professionali ed esperienza da sportivo e ancora oggi sto proseguendo gli studi.

Recentemente si sta delineando una figura innovativa che unisce farmacia e sport, il farmacista sportivo. Qual è il suo pensiero?

Nel nord Europa è nata la figura del farmacista sportivo, che – si spera – arriverà in futuro anche nei percorsi universitari italiani mentre oggi è presente con master di specializzazione. Questo professionista si occupa di seguire lo sportivo a 360 gradi. Nel processo mentale della salute sia fisica sia psicologica. Penso sia una figura rivoluzionaria che si pone come consulente dello sportivo anche sul doping e per l’integrazione.

Dottor Baratto e dottor Scarano, una domanda conclusiva a entrambi per una risposta che riassume tutti i consigli: che cos’è l’esercizio fisico?

Stile di vita per il benessere fisico ed emotivo a ogni età.