La farmacia sta attraversando una fase di profonda evoluzione, in cui competenze, tecnologie e capacità relazionali si intrecciano per ridefinire il proprio ruolo nel sistema salute, sempre più orientato verso un modello di sanità territoriale integrata.
Abbiamo colto l’occasione per riflettere con alcune farmaciste di Farmacie comunali Trento sulle opportunità offerte da innovazione e digitalizzazione, sulle competenze richieste al farmacista del futuro e sulla gestione della farmacia di domani.
Ne è scaturita una lettura anche generazionale, accomunata dal pensiero condiviso della figura del farmacista come operatore capace di rispondere ai differenti bisogni delle persone, alle nuove domande delle “generazioni digitalizzate” da un lato e di una popolazione sempre più longeva dall’altro. Al centro sempre la farmacia, con la sua capacità di cambiare, evolversi, rigenerarsi e guardare al futuro, ampliare i servizi, confermandosi come presidio di salute, prevenzione e inclusione sociale.

La dottoressa Giorgia Maniaci, farmacista, farmacia comunale Clarina a Trento (laureata nel 2015 e in Fc Trento dal 2024).
Qual è l’impatto delle nuove tecnologie – la digital health (o sanità digitale) – sul settore farmaceutico e sul comportamento dell’utenza tra le diverse età?
Dottoressa Andreatta È un tema molto complesso e variegato. La telemedicina, ad esempio, è molto utilizzata, andando a sopperire un deficit del Ssn. Quindi nel complesso è un aspetto positivo.
Sappiamo altresì che in senso generale l’utilizzo delle “tecnologie” è semplice e immediato per coloro che sono nati e cresciuti utilizzandole ma non per, ad esempio, l’anziano in politerapia che non ha l’email.
Posso dire che la sanità digitale semplifica e facilita numerose attività sanitarie e gestionali sia a noi in farmacia sia a un gran numero di utenti, senza dimenticare che non rende autonomi tutti coloro che non ne hanno familiarità e non posseggono gli strumenti.
Dottoressa Maniaci Venire in farmacia semplicemente con la tessera sanitaria è sicuramente un aiuto sia per noi sia per il cliente che può richiedere la terapia di abitudine, grazie allo storico ritrovabile in archivio.
Inoltre, portare lo “specialista sotto casa” grazie ai servizi è sicuramente un aiuto. Ad esempio, come osserviamo alla farmacia Clarina, l’Ecg in farmacia si rivela utile anche per i genitori che iscrivono i figli ai campi estivi e ad attività sportive. È doveroso dire anche che, mentre i giovani non vedono neppure il beneficio del supporto tecnologico, poiché sono abituati a utilizzarlo, la tecnologia ha creato difficoltà a molti anziani che vengono catapultati in questa nuova realtà. Quindi è compito nostro aiutarli e interfacciarci con il medico in caso di necessità.
Dottoressa Moschini La tecnologia che ha rappresentato una svolta in farmacia è stato il computer: prima in farmacia scrivevamo tutto su carta e trasmettevamo gli ordini al telefono. Oggi “è un gioco da ragazzi” perché il computer ci agevola molto.
Nella farmacia di Volano che dirigo non sono presenti servizi di telemedicina, quindi la nostra esperienza si riferisce all’applicazione dell’Asuit, un utile strumento che facilita sia noi sia l’utenza. Ma vi sono pure criticità. Le persone più in difficoltà non sono necessariamente le più anziane, ma quelle sole che non hanno un contesto familiare in cui figli o nipoti possano affiancarli. Infatti, una cosa è usare il cellulare per telefonare e inviare i messaggi, un’altra è l’utilizzo dell’email e delle applicazioni.
Quando chiedo la tessera sanitaria, alcuni mi rispondono indicando che è lì (nello schermo del computer) e io annuisco dicendo: «la tessera è la chiave che fa sì che si apra il suo mondo della salute. Ora lo apriamo insieme».
Dottoressa Facchinelli Il fascicolo sanitario è utilissimo, come pure le ricette elettroniche che agevolano sia il lavoro delle farmaciste e farmacisti sia l’utenza.
Per noi in farmacia poter vedere quali farmaci assume un paziente, anche la marca del generico, e consultare lo storico, facilita la possibilità di consigliare e aiutare in modo mirato.
Vi è però il lato negativo dei supporti tecnologici che si manifesta con gli anziani per i quali il percorso diventa piuttosto faticoso, spesso causando loro la perdita dell’autonomia pur essendo persone capaci.
Nell’era delle farmacie online e di “dottor internet” ritiene di avere l’opportunità di esprimere la sua professionalità in farmacia e come ritiene debba evolvere il consiglio al banco, soprattutto per entrare in rapporto con le nuove generazioni?
Dottoressa Andreatta Con una battuta direi: sì, con chi me lo permette. Il problema si nota ma riusciamo a gestirlo bene, anche se alcune volte è difficile superare il blocco di “dottor Google”, soprattutto con i più giovani. In merito all’utilizzo dell’intelligenza artificiale – sia da parte degli operatori sanitari sia dell’utenza – penso che finché siamo nel periodo di iniziazione alla novità dello strumento la situazione sia gestibile. Successivamente sarà utile valutare con attenzione come educare all’utilizzo consapevole e in modo appropriato, dedicando particolare attenzione alla valutazione critica delle informazioni.
Dottoressa Maniaci Una difficoltà che viviamo tutti i giorni poiché le persone arrivano in farmacia già ritenendo di sapere la riposta. A noi spetta ascoltare, analizzare e fare un distinguo: quindi possiamo fare la differenza, non criticando ma spiegando con gentilezza. È un lavoro in più per noi ma è anche gratificante. In alcuni casi, ad esempio la gestione di una ferita, la nostra risposta mirata tranquillizza più di un consiglio online.
Dottoressa Moschini Per quanto concerne gli acquisti online, mentre all’inizio c’era più curiosità, quindi si registrava un lieve spostamento degli acquisti, successivamente le persone hanno confermato la preferenza verso la farmacia fisica per la fiducia nella qualità e nella professionalità. Ad esempio, nella garanzia della catena del freddo, nel caso del parafarmaco che richiede di essere conservato in frigorifero. Oppure perché i nostri tempi di consegna sono più rapidi e si desidera la conferma da parte del farmacista della correttezza della scelta, quindi identificano online un prodotto, ma vengono a ordinarlo in farmacia.
Dottoressa Facchinelli L’utilizzo indiscriminato di internet è molto discutibile. Il primo approccio è di aggirare le certezze che la persona pensa di avere acquisito consultando i riferimenti online e poi aiutarla a ripartire dal problema di salute, che è alla base della domanda, per arrivare insieme a un consiglio personalizzato.

La dottoressa Franca Moschini, direttrice, farmacia comunale di Volano (laureata nel 1990 e in Fc Trento dal 1993).
Come vede il futuro della professione e della farmacia?
Dottoressa Andreatta Io sono molto attratta dall’informare e fornire strumenti per poter vivere meglio e mi sento in linea con il ruolo sociale di “educatore alla salute” del farmacista che è l’elemento cardine della mission delle Farmacie comunali di Trento.
Nella farmacia in Vittorio Veneto con una collega gestisco il servizio di telemedicina e ritengo che questi nuovi servizi siano aspetti che danno e daranno sempre maggiore credibilità alla mia professione. Oggi la professione sta riprendendo la sua giusta dimensione grazie anche alla farmacia dei servizi e alla crescente capacità informativa e formativa. Ritengo che anche in futuro, oltre ai servizi evoluti, continueranno a essere determinanti il fattore umano e il bagaglio di competenze del professionista.
Dottoressa Maniaci Siamo nell’epoca della farmacia dei servizi e della sua evoluzione. Ritengo che il futuro sia diventare un hub per la salute con un’ampiezza di servizi. Penso, ad esempio alle vaccinazioni che arriveranno in farmacia prossimamente in Trentino.

La dottoressa Lorenza Facchinelli, direttrice, farmacia comunale Povo a Trento
(laureata nel 1989 e in Fc Trento dal 2000).
Inoltre è auspicabile uscire dalla propria confort zone e andare sul territorio. L’esperienza che facciamo di educazione sanitaria fuori dalla farmacia con le conferenze e con Farmacista per un giorno va in tale direzione. Ho partecipato a questo progetto, che mi ha regalato un’esperienza arricchente a contatto con i bambini. Sono molto orgogliosa del premio che ha vinto e mi auguro prosegua.
Dottoressa Moschini Non ho un’idea precisa. Penso che sarà legata a quella dei medici e dei veterinari, professioni che si stanno modificando. Vedremo anche come si evolverà l’utilizzo dell’ia nel mondo sanitario. L’augurio è che la farmacia rimanga sempre il primo punto di approccio per la salute sul territorio.
Dottoressa Facchinelli È un grande punto di domanda. Sicuramente rimarrà un importante presidio di salute sul territorio, ma come evolverà, oltre all’inserimento di ulteriori servizi, a mio parere è difficile da prevedere. Spero che la tecnologia non prenda il sopravvento e che la presa in carico del paziente, il sostegno all’aderenza terapeutica e l’aiuto a trovare soluzioni di salute rimangano basilari.

La dottoressa Elena Andreatta, farmacista, farmacia comunale San Giuseppe a Trento (laureata nel 2024 e in Fc Trento dal 2025).






