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Antibiotico resistenza: perché riguarda tutti noi?

di Elena Quai

L’antibiotico-resistenza è la capacità dei batteri di diventare resistenti agli antibiotici, cioè di sopravvivere anche quando vengono trattati con farmaci che prima riuscivano a eliminarli.

Non si tratta di un problema lontano o solo ospedaliero, ma riguarda tutti e si sta configurando sempre più come un problema di salute pubblica.

Per questo motivo la lotta all’antibiotico-resistenza è una responsabilità condivisa: istituzioni, professionisti sanitari e cittadini devono collaborare per preservare questi farmaci essenziali.

Capire cosa significa e come possiamo contribuire a contrastarla è fondamentale per proteggere la salute di oggi e quella delle generazioni future. 

Perché si parla sempre più spesso di antibiotico-resistenza?

Chiamata anche pandemia silenziosa, questo fenomeno è aumentato negli ultimi decenni per diversi motivi:

  • uso eccessivo o scorretto degli antibiotici sia negli umani che sugli animali;
  • assunzione senza reale necessità, ad esempio nelle infezioni virali come il raffreddore o l’influenza;
  • interruzione precoce delle terapie senza seguire in maniera precisa ciò che dice il medico.

Quando i batteri diventano resistenti, gli antibiotici disponibili funzionano meno o non funzionano affatto. Questo rende alcune infezioni più difficili da curare.

Come sono stati scoperti gli antibiotici e perché hanno rivoluzionato la medicina?

La scoperta degli antibiotici ha rappresentato una rivoluzione copernicana della medicina moderna.

Prima della loro introduzione, molte infezioni oggi banali, come una polmonite o una semplice ferita infetta, potevano essere potenzialmente mortali. Le prime osservazioni sul potere antibiotico di alcune muffe si devono a un medico militare, Vincenzo Tiberio alla fine del XIX secolo, ma è grazie a Fleming che gli antibiotici hanno trovato modo di essere impiegati per molte patologie. Infatti, grazie all’arrivo degli antibiotici, è stato possibile curare infezioni batteriche gravi, ridurre drasticamente la mortalità per malattie infettive, rendere sicuri interventi chirurgici complessi e sviluppare terapie moderne come trapianti e chemioterapia

In altre parole, gran parte della medicina moderna dipende anche dall’efficacia degli antibiotici.

In quali patologie il medico prescrive normalmente un antibiotico?

Gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri, non contro i virus.

Il medico li prescrive generalmente in caso di:

  • infezioni delle vie respiratorie batteriche (alcune bronchiti o polmoniti);
  • infezioni urinarie;
  • infezioni della pelle e dei tessuti molli;
  • alcune infezioni dell’orecchio, della gola o dei seni paranasali;
  • infezioni dentali;
  • alcune infezioni gastrointestinali.

Al contrario, influenza, raffreddore e molte forme di mal di gola sono causate da virus e non richiedono antibiotici.

Gli antibiotici possono dare effetti collaterali?

Come tutti i farmaci, anche gli antibiotici possono causare effetti indesiderati.

I più comuni sono disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea, dolore addominale), alterazione della flora batterica intestinale o più raramente reazioni allergiche

Per questo motivo è importante assumerli solo quando prescritti dal medico e seguire correttamente le indicazioni su dose e durata della terapia. Se avanziamo qualche scatola di antibiotico dovremmo sempre chiedere al medico se e come assumerli, senza ricorrere a un’automedicazione che in questo caso potrebbe essere pericolosa sia per il singolo che per la comunità. 

Cosa succederebbe se gli antibiotici non funzionassero più?

Se gli antibiotici perdessero efficacia, potremmo tornare a una situazione simile a quella di un secolo fa. In pratica infezioni comuni diventerebbero più difficili da curare, aumenterebbero ricoveri e complicanze e alcuni interventi chirurgici e terapie oncologiche diventerebbero più rischiosi, la mortalità per infezioni potrebbe aumentare e metodiche normali come i trapianti o la rianimazione diventerebbero molto difficili da mettere in atto.

Quanto è grave il fenomeno e cos’è il concetto di “One Health”?

L’antibiotico-resistenza è un problema complesso che coinvolge uomo, animali e ambiente.

Da qui nasce il concetto di One Health, cioè “una sola salute”: la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente sono infatti strettamente collegate quindi si rende necessario monitorare il consumo sugli uomini e sugli animali senza dimenticare il loro corretto smaltimento.

Questo significa che per combattere l’antibiotico-resistenza serve una collaborazione tra medici, farmacisti, veterinari, infermieri, ricercatori, istituzioni sanitarie e cittadini. Solo con un approccio integrato si può ridurre la diffusione dei batteri resistenti

Cosa possiamo fare singolarmente?

Ognuno di noi può contribuire a contrastare questo fenomeno con semplici comportamenti quotidiani. Ecco alcune regole fondamentali:

  • usare antibiotici solo se prescritti dal medico;
  • non interrompere la terapia prima del tempo indicato;
  • non usare antibiotici avanzati da terapie precedenti;
  • non condividere antibiotici con altre persone;
  • prevenire le infezioni con vaccinazioni e una corretta igiene;
  • chiedere sempre consiglio a medico o farmacista.

Piccole azioni individuali possono fare una grande differenza.

 

Gli antibiotici sono uno strumento prezioso che ha salvato milioni di vite. Tuttavia, il loro uso scorretto rischia di comprometterne l’efficacia. Proteggere l’efficacia degli antibiotici oggi significa garantire cure efficaci anche domani.