La menopausa non è una malattia, ma una fase naturale della vita femminile. Eppure, intorno a questo passaggio biologico esistono ancora molti tabù, informazioni confuse e paure spesso ingigantite dai social o dal passaparola. Cerchiamo quindi di capire cosa succede davvero al corpo, quali sintomi possono comparire e quali strumenti esistono oggi per affrontare questa fase con maggiore serenità e consapevolezza.
Cos’è davvero la menopausa?
La menopausa coincide con la cessazione definitiva del ciclo mestruale e in media compare tra i 45 e i 55 anni, con un’età media intorno ai 51 anni nei Paesi occidentali.
Dal punto di vista biologico, la causa principale è la progressiva riduzione della funzione ovarica e quindi della produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che regolano non solo la fertilità, ma anche numerosi equilibri dell’organismo.
La menopausa compare all’improvviso?
Molte donne iniziano ad avvertire alcuni sintomi della menopausa prima che si arresti definitivamente il ciclo mestruale. Questo periodo è conosciuto come pre-menopausa o peri-menopausa e ha una durata variabile anche di qualche anno.
Il primo segnale consiste solitamente nell’irregolarità mestruale ma anche il flusso può modificarsi diventando più o meno abbondante o più o meno frequente. È necessario prestare attenzione o rivolgersi al medico quando il ciclo diventa molto breve, con intervallo inferiore a 20 giorni oppure per flussi molto abbondanti per oltre 7 giorni. In questi casi è bene rivolgersi al proprio medico per scongiurare l’anemia.
Al contrario, flussi poco abbondanti con intervalli molto lunghi non comportano alcun rischio di salute.
Quali soni i sintomi principali?
Quando si parla di menopausa, il pensiero va subito alle vampate di calore. In realtà i sintomi possono essere molto diversi da donna a donna, sia per intensità che per durata.
Accanto all’irregolarità del ciclo possono comparire anche altri sintomi, correlati al calo di estrogeni, come l’eccessiva sudorazione e i correlati risvegli notturni, i fastidi vaginali come la secchezza e le infezioni ricorrenti del tratto urinario.
Ci sono poi alcuni disturbi molto comuni per i quali non è stata accertata una chiara correlazione con la diminuita produzione di estrogeni. Un esempio è dato dagli sbalzi di umore, l’irritabilità, il calo della memoria e i dolori muscolari e il senso di stanchezza.
Sono, comunque, meritevoli di attenzione e possono richiedere un intervento medico.
Perché gli estrogeni sono così importanti?
Gli estrogeni non agiscono solo sull’apparato riproduttivo. Hanno effetti anche su ossa, cervello, pelle, metabolismo e sistema cardiovascolare.
La loro diminuzione contribuisce infatti a perdita di massa ossea e aumento del rischio di osteoporosi, variazioni del profilo lipidico, maggiore rischio cardiovascolare dopo la menopausa, cambiamenti della composizione corporea, assottigliamento della pelle e delle mucose.
Per questo la menopausa non va considerata soltanto come “fine del ciclo”, ma come una trasformazione sistemica dell’organismo. La medicina cinese definisce la donna in menopausa ‘artista’ perché da partoriente di figli diventa partoriente di idee.
E la terapia ormonale?
Uno degli argomenti più discussi è la terapia ormonale sostitutiva (Tos), oggi più correttamente definita terapia ormonale della menopausa. La scelta di percorrere questa possibile strada farmacologica deve sempre essere personalizzata e valutata con il ginecologo sulla base di età, sintomi, storia clinica e fattori di rischio.
Valutando i benefici e i danni, in generale potremmo dire che la Tos andrebbe riservata soprattutto alle donne in menopausa precoce, che è un evento patologico e non fisiologico, con l’obiettivo di non privarle degli effetti benefici degli ormoni sessuali fino all’età in cui sarebbero naturalmente entrate in menopausa e alle donne che soffrono di vampate di calore, sudorazioni e risvegli notturni che percepiscono come gravi e responsabili di un peggioramento della qualità della loro vita.
Alimentazione e stile di vita: quanto contano davvero?
Molto. Alcune abitudini possono aiutare concretamente a ridurre i sintomi e proteggere la salute nel lungo periodo.
Le raccomandazioni principali includono:
- attività fisica regolare;
- dieta ricca di verdura, legumi, cereali integrali e proteine di qualità;
- adeguato apporto di calcio e vitamina D;
- limitazione di alcol e fumo;
- controllo del peso corporeo;
- sonno regolare;
- abbandono del fumo di sigaretta.
L’esercizio fisico ha un ruolo importante nel mantenimento della massa muscolare e ossea, oltre che nel benessere psicologico. Ricordiamo che la prevenzione con un lifestyle giusto è importantissima per mitigare molti di questi disturbi.
Integratori e fitoestrogeni: funzionano?
Molte donne cercano alternative “naturali”. I fitoestrogeni, presenti soprattutto nella soia o nel trifoglio rosso sono sostanze vegetali con una debole attività estrogenica.
Gli studi mostrano risultati variabili: in alcune donne possono aiutare lievemente le vampate, ma non hanno l’efficacia della terapia ormonale.
È importante ricordare che “naturale” non significa automaticamente “sicuro” o “adatto a tutti”. Anche gli integratori possono avere controindicazioni o interazioni farmacologiche.
La scelta può essere valutata insieme al ginecologo o al farmacista che vi saprà guidare nella scelta del rimedio giusto.






