Un nuovo progetto, dedicato agli animali da compagnia e alle famiglie di cui fanno parte, è stato lanciato presso la farmacia comunale Clarina. Lo presentano ai lettori di Pharmacom il direttore della farmacia, Lucio Prete, e l’ideatrice, la farmacista Alexia Ganarin.
Dottor Prete, quale è stata la scintilla che ha stimolato questa idea?
Da due anni sono alla direzione di questa farmacia e anche qui ho cercato di concretizzare l’obiettivo, sia mio sia aziendale, di valorizzare i singoli componenti dello staff stimolandoli a proporre idee e suggerimenti che possano essere migliorativi per la farmacia.
È così che la dottoressa Ganarin, forte della sua professionalità ed esperienza nell’ambito del benessere degli animali da compagnia, ha stilato questo progetto.
4 zampe in farmacia, parla con noi! pone l’accento sul dialogo che si può instaurare in farmacia finalizzato al benessere dell’animale.
Promuovere una cura consapevole per il pet come facciamo per gli umani: questo l’obiettivo in sintesi.
Si tratta di una consulenza gratuita svolta dalla dottoressa Ganarin, nella duplice veste di farmacista e coadiutore del cane e del gatto negli Interventi assistiti con gli animali (IAA). Questi colloqui individuali informativi e non clinici possono dare risposte pratiche ai dubbi più comuni e si svolgono in una saletta all’interno della farmacia.
Inoltre, parlando di salute degli animali, è giusto ricordare che nel nostro laboratorio galenico realizziamo anche preparazioni veterinarie.
Poi, come vedete dalle fotografie in queste pagine, l’amore per gli animali accomuna tutti coloro che lavorano in questa farmacia. Quindi 4 zampe in farmacia, parla con noi! è un progetto condiviso.
Il progetto esce pure dalla farmacia…
Esatto, infatti dal prossimo anno vi sarà una rubrica nelle pagine della rivista che tratterà questi temi e poi anche post nei social e nel blog di Farmacie comunali. In questo numero i lettori trovano già un articolo della dottoressa Ganarin.
Dottoressa Ganarin, nell’intervista dello scorso anno ci aveva raccontato il suo binomio farmacista-amante degli animali che unisce professionalità e passione. Ora questo progetto per portare in farmacia competenza ed esperienza in modo strutturato.
Dall’intervista dello scorso anno abbiamo fatto molti passi avanti sino a dare vita a questo progetto.
Il desiderio è fornire un servizio grazie a un consiglio personalizzato su vari temi quali alimentazione, salute, comportamento e convivenza.
Stando a banco entra in contatto con persone che si rivolgono alla farmacia per la salute del proprio animale da compagnia.
Rapportandomi con l’utenza vedo che molti proprietari si trovano ad affrontare dubbi quotidiani legati all’alimentazione, all’igiene, alla gestione degli spazi, ai viaggi, alle vaccinazioni, ai parassiti o a piccoli disturbi comportamentali. Spesso non sanno a chi rivolgersi per un primo consiglio e rimangono bloccati tra il “non sapere” e il “non voler disturbare il veterinario” per ogni piccolo quesito. In tali situazioni, il farmacista può diventare una figura chiave. Come per la salute umana, anche nella cura degli animali il farmacista può rappresentare il primo professionista con cui confrontarsi.
Questi incontri possono essere un’occasione per sensibilizzare sull’importanza del benessere degli animali e su come prendersi cura di loro.
L’obiettivo è quello di promuovere una cultura della cura consapevole degli animali da compagnia, sin dai piccoli gesti quotidiani.
Ad esempio, parlando del cane, un premietto può essere un pezzetto di mela ma, attenzione, l’acino d’uva no. Non possiamo ribaltare la nostra alimentazione e il nostro stile di vita sull’animale.
Oppure, affidare la passeggiata del cane a un bambino deve essere fatto con attenzione, affinché non lo conduca strattonandolo. Pur essendo positivo l’input per il bambino a uscire e responsabilizzarsi, sono negative le ripercussioni sul benessere dell’animale.
Sicuramente, saranno richiesti consigli per aiutare ad affrontare piccoli problemi di convivenza e comportamenti indesiderati.
È importante decodificare i messaggi che i nostri amici a quattrozampe ci inviano.
Ad esempio un cane o un gatto che non ha mai sentito un determinato rumore forte e magari ripetuto nel tempo (come può essere quello del phon o della lavatrice) si può spaventare e fare la pipì: non è un dispetto, ma è una dimostrazione di disagio.
Se il gatto sta graffiando un mobile ed in casa è presente un altro animale si deve capire che potrebbe farlo per una questione di marcatura, un comportamento innato che combina un segnale visivo (il graffio) con uno olfattivo (feromoni rilasciati dalle ghiandole delle zampe) comunicando che quello è il suo spazio. Mentre se si pone con un comportamento aggressivo verso un altro felino di casa si devono cogliere le dinamiche che portano a questo comportamento e se con piccole strategie non si riesce a migliorare la convivenza potrebbe essere utile rivolgersi a un comportamentalista.
Parlando di dinamiche, l’introduzione di un animale in casa è sicuramente una decisione da valutare responsabilmente.
Spesso le persone o si pongono troppi problemi e rinunciano oppure agiscono con superficialità.
I nostri colloqui possono sicuramente offrire strumenti per fugare i timori e accompagnare alla scelta e a un corretto inserimento, valutando vari aspetti.
Vediamone alcuni
Considerare che introdurre un trovatello significa spesso non conoscere le persone che lo hanno avuto in affido prima (quindi le loro abitudini e i loro comportamenti nei confronti dell’animale) e il contesto in cui è vissuto. Questo è fondamentale perché la scelta di un animale domestico deve essere fatta anche in considerazione della convivenza con bambini, anziani o di eventuali problemi di salute (ad esempio allergie).
La presenza di altri animali già in casa richiede una condivisione del territorio che potrebbe necessitare di alcune accortezze e potrebbe non essere immediata ma richiedere del tempo. Inoltre, l’inserimento richiede l’osservazione del nuovo venuto per accertarsi che si stia ambientando. Ad esempio, pensare “che bello, me lo hanno descritto come molto vivace mentre qui è un animale molto calmo” potrebbe non fare riflettere sulla possibile apatia perché non riesce a inserirsi nella nuova realtà o perché mancano degli stimoli fondamentali nell’ambiente in cui è stato introdotto.
In prossimità delle feste natalizie possiamo ricordare che introdurre un animale in casa equivale a introdurre un nuovo membro nella famiglia. Non si tratta di un dono come un peluche o un giocattolo.






