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Esperienza, professionalità ed empatia al servizio della comunità

Intervista alla dottoressa Maddalena Conforti
Redazione Pharmacom

23 Dicembre 2024 | Rivista Pharmacom

Quella che stiamo vivendo è un’epoca caratterizzata da un’esposizione continua al cambiamento: nuove tecnologie, nuove conoscenze, nuovi bisogni. In questo contesto si inserisce il mondo della farmacia.

Dei suoi cambiamenti parliamo con la dottoressa Maddalena Conforti, figura di riferimento in Farmacie comunali di Trento e storica direttrice della farmacia comunale San Giuseppe a Trento.

Dal 1987 in Farmacie comunali di Trento e da trentacinque anni direttrice della farmacia comunale in via Vittorio Veneto a Trento. Dottoressa Conforti quanto e come è cambiata la farmacia nel corso degli anni della sua esperienza?

All’inizio l’attività era soltanto dispensazione dei medicinali e allestimento di preparazioni galeniche su prescrizione medica. In farmacia allestivamo pure le tisane comprando le erbe officinali, attività per la quale sono anche stati utili i miei studi in erboristeria all’università di Bologna. Ricordo pure che un tempo in farmacia non vi erano prodotti di omeopatia e fitoterapia che oggi diamo come scontati.

Una grande novità è stata l’educazione sanitaria, grazie alla quale siamo potuti crescere professionalmente e nel rapporto con l’utenza, ad esempio trasferendo messaggi importanti sulla gestione del farmaco. Con le Farmacie comunali di Reggio-Emilia, storica realtà divulgativa nazionale, realizzavamo opuscoli informativi su varie tematiche.

Poi, sugli scaffali, sempre più colori e prodotti che provenivano dall’industria e non più dal laboratorio della farmacia, sino all’odierna farmacia dei servizi.

È tutto cambiato (modo di esporre, servizi…) tranne l’essere un punto di riferimento: la croce verde segnala, oggi come ieri, una costante presenza.

Anche la consapevolezza dell’utenza è cambiata?

Sicuramente, la maggior consapevolezza è un elemento positivo, ma non per quanto riguarda internet…

Numerose persone non pensano che inserendo un nuova sostanza, che sia farmaco o rimedio naturale, si possano avere delle conseguenze. Il consiglio online non è una certezza.

Rapporto con i colleghi e con l’utenza.

Approfondire l’aspetto umano è importantissimo sia con i colleghi sia con l’utenza.

Tutto ciò che ho fatto e faccio quotidianamente è stato e sarà possibile solo grazie alla meravigliosa squadra del personale che con competenza ed empatia ha lavorato e lavora con me.

Per carattere, non accentro, ma delego e cerco di far emergere le caratteristiche sia caratteriali sia professionali di ciascuno. È importante poi dare importanza e responsabilità ai giovani come stimolo di crescita.

Per quanto riguarda l’utenza, dobbiamo sempre ricordare che noi farmacisti vediamo entrare circa duecento persone al giorno, ma chi entra vede soltanto noi. Essere accoglienti e sviluppare un contatto umano è fondamentale in farmacia.

Sono stata sempre felice di lavorare in questa farmacia e mi fa piacere che le persone della zona si rivolgono a me chiamandomi per nome.

Approfitto per ringraziare la popolazione che nei cinque anni “di transito”, in attesa della ristrutturata farmacia, non ci ha traditi.

Parliamo quindi della nuova farmacia San Giuseppe.

Io la definisco “il castello delle meraviglie”!

Oggi è innovativa e robotizzata, dal magazzino meccanizzato alle casse automatiche. Alcuni aspetti del cambiamento possono magari impaurire gli utenti più anziani, ma sta a noi farmaciste accoglierli e farli sentire a proprio agio nella loro nuova farmacia. Non nascondo che anche io ho dovuto cambiare la mentalità e adeguarmi all’innovazione.

Gli spazi sono studiati per aree di salute così da orientarsi verso l’ambito di esigenza. Nell’esposizione, oltre i frontalini vi è anche un display, così da proporre brevi messaggi che accompagnano l’utente.

Tra i servizi innovativi vorrei citare l’elettrocardiogramma che permette di essere più veloci – solo 12 secondi – e di agire in sicurezza con i bambini, e poi l’apparecchio che grazie all’appoggio dei due pollici in circa 90 secondi rileva cinque parametri vitali: saturazione, temperatura, frequenza cardiaca, pressione, segnale elettrocardiografico.

Concludiamo con due domande personali.

Il ricordo più bello e quello meno piacevole.

Sono cresciuta con queste persone, colleghe e colleghi e utenti.

Numerosi sono i bei ricordi del lavoro di squadra, che mi fa dire grazie a tutti coloro con i quali ho lavorato.

Ho poi conosciuto il susseguirsi delle generazioni di utenti e il tramandare la stima reciproca. I ricordi, sia positivi sia meno piacevoli, sono legati alla condivisione, dai piccoli gesti di tenerezza – la caramella donata con generosità – ai momenti tristi, come la sofferenza della malattia.

Quali valori desidera tramandare ai giovani colleghi e colleghe?

Il rapporto della farmacia di quartiere con le persone e la realtà del territorio è l’energia capace di mantenere sempre illuminata la croce verde di cui parlavo all’inizio.

Quindi, il mio desiderio è lasciare in eredità i valori della gestione della farmacia e il rispetto della comunità di riferimento.