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Lavorare in Farmacie Comunali: il racconto dell’esperienza

Tra impegno e ricordi di vita professionale

20 Settembre 2024 | Rivista Pharmacom

In questo numero sentiamo “la voce dell’esperienza”, incontrando alcune farmaciste e farmacisti che ormai da alcuni anni sono parte integrante dell’organico dell’Azienda.

Ascoltando le loro risposte si percepisce, oltre all’impegno professionale, la profondità dei legami tra colleghi e tra farmacisti e utenza, che portano a sentirsi parte del territorio in cui quotidianamente si lavora estendendo al nucleo dei suoi abitanti il valore di famiglia. 

Non meno importante la forte adesione alla mission e all’etica dell’Azienda, nelle quali ciascuna e ciascuno degli intervistati si riconosce, sia professionalmente sia umanamente.

Tra le righe delle interviste emergono pure alcuni lati del carattere, aspettative e riflessioni di vita che ciascuna/o di loro ha sintetizzato nella frase che li descrive o ha espresso nel ricordo più bello o meno piacevole.

Andiamo, quindi, a incontrare le dottoresse Daria Zurlino, Giorgia Spagnolli, Silvia Cafiero e il dottor Alessandro Giusti.

 

Daria Zurlino

In quante e quali farmacie dell’Azienda ha lavorato?

Nel periodo in cui mi ero trasferita nella zona di Riva del Garda e stavo cercando lavoro, l’Azienda cercava una sostituzione per la farmacia di Riva. Dopo avere svolto lo stage di un mese per i neoassunti alla comunale San Camillo a Trento, sono arrivata a quella di Riva del Garda. Nel corso degli anni posso dire di avere lavorato qui l’85% del tempo, svolgendo però sostituzioni anche presso le altre farmacie in particolare a Tenno, Bolognano e Pietramurata. Oggi, ad esempio, sono a Rabbi.

Reputo molto interessante spostarmi nelle varie farmacie dell’Azienda perché il confronto con realtà differenti (colleghi, clienti, esigenze, organizzazione interna della farmacia…) fornisce molteplici stimoli, consentendomi di imparare molto. 

La realtà aziendale, quale rete di farmacie interconnesse, rende il lavoro… direi, frizzante. Dopo ogni trasferta ritorno a Riva del Garda più carica di prima.

Una parola per descrivere l’esperienza vissuta.

Direi crescita, professionale e umana. Avevo 27 anni e oggi ne ho 38. Ho incontrato numerose persone durante questi anni, dai colleghi agli utenti, e il confronto con ognuna di esse mi ha arricchita.

Sicuramente, Farmacie comunali di Trento è un’azienda alla quale mi sento molto affezionata. 

Il ricordo più bello.

La riconoscenza che molti clienti hanno nei nostri confronti, mostrata con un sorriso o con una lettera a Natale e, alcune volte, accompagnata con piccoli pensieri segno di affettuosa familiarità: un caffè, un fiore, una preparazione fatta in casa… Un ricordo piacevole che si rinnova tutti i giorni.

Il ricordo meno piacevole.

La situazione opposta, cioè clienti poco rispettosi che si alterano quando pretendono farmaci senza ricetta. Ciò che ferisce è vedere che non viene recepita la motivazione del no.

Il bello della piccola realtà è che questi casi non sono frequenti.

In quali occasioni nel lavoro si è detta Never give up! (non arrendersi mai!), la frase che la descrive?

Quando la giornata è più pesante perché sei sottopressione o da sola in farmacia. So che si tratta di una situazione transitoria e che arriveranno momenti migliori. La frase ti stimola a capire che, anche se in quel momento sei stanca, raggranellando le energie puoi farcela. 

Il nostro è un lavoro impegnativo e delicato che richiede responsabilità, pazienza, empatia… bisogna amarlo. Io lo amo profondamente.

Non arrendersi mai e sempre con il sorriso, perché con il pubblico è fondamentale anche per lasciare il nostro vissuto alle spalle.

Guardando al domani: la futura nuova farmacia a Riva del Garda.

È un uovo sprint che l’Azienda ci sta dando.

Un’opportunità per proporre servizi innovativi che ampliano l’offerta e testare ulteriori novità a favore dell’utenza.

Inoltre, la foresteria per i farmacisti è un’attenzione di valore da parte dell’Azienda nei confronti dei nuovi dipendenti, poiché è difficile reperire un appartamento in loco, essendo una zona turistica ad alta frequentazione in ogni periodo dell’anno.

 

Giorgia Spagnolli

In quante e quali farmacie dell’Azienda ha lavorato?

All’inizio ho lavorato alcune settimane a Riva del Garda. Sono poi stata principalmente alla farmacia Clarina e, due anni e mezzo fa, sono entrata nello staff della comunale Madonna bianca. Nel corso degli anni ho girato diverse farmacie ma solo per sostituzioni brevi.

Una parola per descrivere l’esperienza vissuta.

Assolutamente positiva. L’ambiente aziendale è in perfetta sintonia con il mio modo di essere. Inoltre, la crescita professionale è assicurata – oltre che dagli eventi di formazione e aggiornamento – soprattutto dal percorso fatto grazie alle esperienze nella rete di farmacie che nel mio caso ha compreso il periodo alla farmacia Clarina. Essendo questa una realtà assai variegata, ad esempio nei servizi offerti, si è rivelata una scuola di gran valore.

Il ricordo più bello.

Sono tanti i bei ricordi che porto con me. Non saprei quale scegliere.

Il ricordo meno piacevole.

Sicuramente l’esperienza del covid. È stata molto impegnativa per le molteplici energie richieste, umane e professionali.

Nella negatività del periodo, ricordo però che eravamo un bel gruppo, sempre affiatato nello svolgimento di tutte le attività quotidiane, da quelle a banco alla preparazione per le consegne dei farmaci a domicilio. Ho vissuto la prima metà della pandemia a Clarina e la seconda a Madonna bianca. Qui c’era anche il punto tamponi esterno alla farmacia gestito da infermieri. La squadra affiatata della farmacia si è così ampliata includendo anche loro.

Quando sul lavoro si è trovata a “spostare l’orizzonte”?

Nel nostro lavoro è importante cambiare ogni giorno la chiave di lettura, vedere dagli altri punti di vista e trovare la chiave giusta per risolvere grandi e piccole criticità. La pandemia, ad esempio, ci ha imposto di spostare più volte l’orizzonte…

Perché le piace lavorare in questa azienda?

Apprezzo molto l’etica aziendale nei confronti del paziente posta in essere in molteplici occasioni, prima fra tutte il tempo da dedicare all’ascolto dell’esigenza dell’utente. Poi la libertà di consiglio che abbiamo come farmaciste al momento della scelta del prodotto da indicare. Due aspetti non facilmente riscontrabili in ogni farmacia.

Per quanto concerne il clima in farmacia, si lavora molto, ma sempre in un clima rilassato e di collaborazione. In generale, in azienda non si trova mai chiusura di fronte alle richieste di aiuto o consiglio. Una certezza che dona molta forza anche nei momenti di fatica.

 

Silvia Cafiero

In quante e quali farmacie dell’Azienda ha lavorato?

In tutte quelle a Trento e anche a Lavis, Pergine e al Dispensario di Nogaredo. Da circa sei anni faccio parte dello staff alla farmacia comunale San Camillo.

Una parola per descrivere l’esperienza vissuta

Sicuramente, è stata ed è un’esperienza di crescita. Entrando in Farmacie comunali ho fatto il mio ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre, dopo circa tre anni, ho superato il concorso per il tempo indeterminato.

Un crescendo di esperienze, proseguito quotidianamente sino a oggi sia come persona sia come farmacista.

Il ricordo più bello.

Sono due i ricordi positivi che vorrei citare.

Avere superato il concorso per il tempo indeterminato. Dopo la gavetta iniziale, questo è un risultato importante.

L’altro, più recente, è legato alla serata dello scorso anno per la festa dei 25 anni dell’Azienda. Una occasione conviviale, vissuta gioiosamente anche con la presenza dei familiari.

Il ricordo meno piacevole.

Senza alcun dubbio, la pandemia. Le persone avevano molta paura, quindi comprensibilmente erano molto nervose. Anche noi eravamo tutti tesi. Numerosi erano gli aspetti faticosi delle giornate, sia professionali sia umani. Nella zona gli unici esercizi aperti erano la farmacia e il supermercato. La pressione era alta, il telefono della farmacia continuava a squillare, e non sempre potevamo avere le risposte per rassicurare.

Come applica il suo motto “raggiungere un traguardo: senza fretta, ma senza sosta”?

La frase mi rappresenta sia come persona sia come farmacista, sin dall’inizio del percorso formativo degli studi e poi nella crescita personale e professionale. Lavorare in modo costante e senza fretta è una tecnica valida, nel lavoro e nella vita, come nello sport. È proprio dallo sport che l’ho acquisita.

Cosa le piace dell’essere parte di questa Azienda?

Sapere che non siamo mai soli, in farmacia e, più in generale, in azienda.

In farmacia, si è parte di un team con colleghi di maggiore esperienza che ti stimolano a svolgere e a imparare tutte le mansioni caratterizzanti l’attività: del commesso, del farmacista e dell’amministrativo sino a fare le veci del direttore in sua assenza. 

Accanto alla quotidiana realtà della farmacia, vi è poi il supporto fornito dai colleghi della sede.

Oltre al non sentirsi soli, altro aspetto altrettanto importante è la dinamicità del lavoro e del clima aziendale in linea con il mio motto “senza sosta”.

 

Alessandro Giusti

In quante e quali farmacie dell’Azienda ha lavorato?

Rientro tra quelli che ne hanno girate numerose, anche nella medesima settimana. Il turn over, stancante quanto formativo, è un test per la versatilità di ciascuno di noi. Un percorso nel quale il farmacista e l’Azienda si osservano per conoscersi e comprendere quale sia la collocazione più adatta.

I periodi più lunghi di assegnazione li ho vissuti prima a Povo e poi a Riva del Garda. Dopo aver vinto il concorso per la direzione, sono giunto alla farmacia comunale di Tenno.

Una parola per descrivere l’esperienza vissuta

Sono indeciso tra formativa e dinamica in quanto la mia esperienza è stata una vera e propria palestra professionale e umana. La dinamicità risulta un aspetto essenziale per rispondere alle sfide quotidiane di un ambiente in continua evoluzione come quello delle Farmacie comunali.

Il ricordo più bello.

Non c’è un singolo ricordo, ma dovendo scegliere ne cito tre.

Per quanto concerne l’esperienza in farmacia, a Povo ho vissuto la più bella in assoluto, sia perché era la prima volta che “mettevo radici” in una farmacia, sia per l’ambiente che definirei un mix esplosivo tra colleghi, direttrice e utenti.

Sempre in ambito professionale, vincere il concorso per la direzione è stato poi un momento di forte impatto che ricorderò per sempre. 

E poi arriviamo a febbraio di due anni fa, quando ho vissuto l’emozione della nascita di mia figlia Aurora. In quell’occasione sono stato abbracciato dal calore di tutta la comunità di Tenno.

È la filosofia di Povo che ho ritrovato a Tenno: la familiarità della realtà di paese.

Il ricordo meno piacevole.

La perdita di una collega è stato un ricordo doloroso che mi ha fatto riflettere sul valore delle relazioni umane e sull’importanza di creare un ambiente di lavoro solidale e rispettoso. 

Perché lavorare in questa azienda?

Se si ha la fortuna di creare una famiglia, la sicurezza del lavoro solido consente la libertà per realizzare progetti. Se poi il lavoro lo si svolge in un contesto positivo, si sono raggiunti i due presupposti fondamentali per vivere serenamente vita privata e professionale. Farmacie comunali di Trento offre tali presupposti.

Quando prima ho scelto l’aggettivo dinamica, l’ho fatto pensando anche alle numerose opportunità di crescita e di mettersi in gioco che l’Azienda pone sul nostro percorso professionale.

Sicuramente è una realtà lavorativa che chiede tanto ai dipendenti, ma che restituisce altrettanto. Se dai, ricevi: un principio che non è scontato nel mondo del lavoro.