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Il piede piatto nel bambino

Quando approfondire e qual è il ruolo del plantare ortopedico
Luigi Gulisano

Nei primi anni di vita dei bambini è assolutamente normale che l’arco della pianta del piede sia poco evidente. Con la crescita, la struttura e il modo di utilizzare il piede cambiano e, in molti bambini, l’arco plantare diventa progressivamente più evidente.

Esiste inoltre una condizione molto comune chiamata piede piatto flessibile. In questo caso il piede può apparire piatto quando il bambino è in piedi, ma l’arco può ricomparire quando il piede non è sotto carico o quando il bambino si mette sulle punte.

Il piede è fatto per sostenere il corpo, adattarsi al terreno e permetterci di camminare, correre e saltare.

Per questo motivo è importante osservare anche come il bambino utilizza i propri piedi durante il movimento. Si può osservare come appoggia, come si muove la caviglia, come distribuisce il peso e come il piede si comporta durante il passo.

Se il bambino corre, salta, gioca, pratica sport e non presenta dolore o difficoltà, nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi: non tutti i piedi piatti devono essere corretti.

Se oggi non fa male, potrebbe dare problemi da adulto?

Potrebbe, ma non è detto. Un bambino con piede piatto flessibile e completamente asintomatico può crescere e diventare un adulto senza sviluppare alcun problema. Allo stesso tempo, un piede che durante l’infanzia funziona bene potrebbe, in determinate condizioni (ad esempio cambiamento del peso, della muscolatura, delle attività svolte), diventare sintomatico negli anni successivi. È molto più importante conoscere il piede, valutarne il funzionamento e seguirne l’evoluzione durante la crescita quando esistono elementi che lo rendono necessario.

Quando può essere utile il plantare?

Se una valutazione evidenzia una situazione che necessita di un intervento conservativo, il plantare ortopedico può rappresentare uno strumento molto utile. Il suo scopo non dovrebbe essere semplicemente quello di “raddrizzare” il piede. Un plantare può infatti aiutare a distribuire meglio i carichi, sostenere determinate zone del piede e accompagnarne il movimento durante la camminata. Nel bambino l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di creare condizioni più favorevoli affinché il piede possa svolgere la propria funzione in maniera confortevole.

Perché il plantare su misura può fare la differenza?

Quando viene indicato un trattamento con un’ortesi, realizzare un plantare su misura permette di adattare il dispositivo alle caratteristiche specifiche del bambino. Per la realizzazione di un plantare personalizzato è necessario comprendere le caratteristiche del piede, valutare il modo in cui viene utilizzato e tenere conto delle esigenze quotidiane. Infatti, due bambini possono avere un piede apparentemente molto simile, ma utilizzarlo in maniera completamente diversa.

Anche la scelta dei materiali, degli spessori, delle geometrie e delle zone di sostegno può essere adattata alle caratteristiche individuali. Nella realizzazione di un plantare pediatrico, comfort e funzionalità devono andare di pari passo: un plantare ben progettato, adeguatamente adattato al piede e alla calzatura, può diventare parte della quotidianità del bambino.

Il plantare va controllato durante la crescita?

Nel tempo, cresce il piede, cambia la misura della scarpa, cambiano le proporzioni del corpo e possono cambiare anche il modo di camminare e le attività praticate. Per questo è importante verificare che il plantare continui a essere adeguato, che sia ancora confortevole e che risponda alle esigenze del bambino. La crescita fa parte del trattamento.

Il plantare è l’unico intervento possibile?

In base alla situazione, possono essere utili anche esercizi, attività fisica adeguata e una corretta scelta delle calzature. Il movimento rimane fondamentale. Un bambino con piede piatto, se non presenta dolore o difficoltà, può correre, saltare e giocare normalmente.

 

È opportuno effettuare una valutazione quando il bambino: • lamenta dolore ai piedi o alle caviglie; • si stanca facilmente durante le passeggiate; • accusa dolore dopo aver corso o giocato; • mostra difficoltà durante l’attività sportiva; • chiede frequentemente di essere preso in braccio dopo aver camminato; • manifesta fastidio con alcune scarpe; • presenta limitazioni nei movimenti; • ha un piede molto diverso dall’altro; • presenta un piede particolarmente rigido.