“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Questa antica frase di Ippocrate non vale soltanto per noi umani, ma anche per i nostri amici a quattro zampe. Negli ultimi anni l’attenzione verso la nutrizione di cani e gatti è letteralmente esplosa. Sono a tutti gli effetti membri della nostra famiglia e abbiamo finalmente capito che la loro salute e la loro longevità partono proprio da ciò che mettono in pancia ogni giorno.
Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia. Entrando in un negozio o in farmacia ci si ritrova davanti a un vero e proprio “boom” di prodotti alimentari: scaffali infiniti, mode del momento, diciture accattivanti… e la sensazione disarmante di non sapere più cosa scegliere. Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza insieme, partendo dalle basi.
Due mondi a confronto: le esigenze di cane e gatto
Prima di parlare di quali marche o tipologie di cibo acquistare, è bene ricordare che cane e gatto non funzionano allo stesso modo.
Il gatto è un carnivoro stretto: Ha un bisogno assoluto di proteine di origine animale e di amminoacidi essenziali che il suo corpo non è in grado di produrre da solo, primariamente la taurina. La taurina è fondamentale per il gatto: una sua carenza può causare gravi problemi cardiaci (come la cardiomiopatia dilatativa), alterazioni visive fino alla cecità irreversibile e problemi all’apparato riproduttivo. Per questo la carne nella sua dieta non può mai mancare, mentre i carboidrati devono essere ridotti al minimo. Inoltre, per natura tende a bere poco.
Il cane è un carnivoro adattabile: Ama la carne, certo, ma il suo organismo riesce a tollerare e digerire molto meglio anche carboidrati e fibre rispetto al gatto.
Secco, umido, casalinga o Barf?
La verità è che non esiste la dieta “migliore” in assoluto, ma quella più adatta allo stile di vita dell’animale e del proprietario. Ogni scelta ha i suoi vantaggi e i suoi punti deboli.
• Il cibo secco (le classiche crocchette): È imbattibile per praticità, igiene e conservazione, e masticandolo l’animale mantiene i denti più puliti. Di contro, è povero di acqua (aspetto delicato soprattutto per i reni del gatto) e a volte contiene una quota di carboidrati un po’ alta.
• Il cibo umido (scatolette e bustine): È super appetibile e ricchissimo d’acqua, un toccasana per la salute di reni e vescica. Tuttavia è più costoso e, una volta aperto, va consumato rapidamente.
• La dieta casalinga o la Barf (carne cruda o cotta): Garantisce ingredienti freschissimi, controllati e zero additivi industriali, rendendo le feci più compatte e l’animale vitalissimo. Ma attenzione: è molto impegnativa e non ci si può improvvisare. Un’alimentazione casalinga non bilanciata da un veterinario nutrizionista rischia di causare gravi carenze nutrizionali.
E il mix? Usare crocchette e umido insieme (ad esempio il secco a pranzo e l’umido a cena) è un’ottima strategia per unire i vantaggi di entrambi. L’unico consiglio è evitare di mischiare nella stessa ciotola cibo industriale e carne fresca o Barf: avendo tempi e acidità di digestione completamente diversi, la combinazione potrebbe causare qualche fermentazione o fastidio intestinale.
Imparare a leggere le etichette?
Veniamo al punto cruciale: come si capisce se un sacco di crocchette o una scatoletta sono di qualità? Basta saper leggere il retro della confezione.
Per prima cosa, guardate l’ordine degli ingredienti: sono scritti sempre in ordine di quantità, dal più presente al meno presente. Se al primo posto leggete diciture generiche come “cereali” o “sottoprodotti di origine vegetale”, sappiate che la carne non è la protagonista. Il primo ingrediente deve sempre essere una fonte proteica ben identificata, come “Pollo” o “Agnello”.
A questo proposito, fate molta attenzione alla differenza tra carne fresca e disidratata: La carne fresca contiene circa l’80% di acqua. Quando viene lavorata e cotta per fare la crocchetta, l’acqua evapora! Quindi, se sull’etichetta leggete “Pollo fresco 40%”, la percentuale reale di carne disidratata finale sarà in realtà attorno al 10-12%. Se invece leggete “Pollo disidratato 25%” (o farina di pollo), quel 25% è reale e privo d’acqua. Di conseguenza, un 20% di carne disidratata equivale a quasi il 50-60% di carne fresca!
Infine, preferite sempre la trasparenza: meglio evitare etichette con termini vaghi come “Carne e derivati” o “Grassi animali”, che spesso nascondono scarti di bassa qualità, e scegliere prodotti che specificano esattamente l’ingrediente (es. “Pollo disidratato 24%”, “Olio di salmone”).
I cibi proibiti: cosa evitare e perché
Spesso si cede alla tentazione di allungare un boccone dalla tavola, ma alcuni alimenti del tutto innocui per noi possono rivelarsi veri e propri veleni per i nostri animali. Ecco i principali da tenere alla larga dalla ciotola.
• Cioccolato, cacao e caffè contengono teobromina e caffeina, sostanze che cane e gatto metabolizzano molto lentamente. Possono causare aritmie cardiache, tremori, convulsioni e nei casi più gravi risultare fatali.
• Cipolla, aglio, porri e scalogno contengono disolfuri che distruggono i globuli rossi dell’animale, provocando grave anemia emolitica (anche se somministrati cotti o in polvere).
• Uva e uvetta anche in piccole quantità possono causare un’insufficienza renale acuta e improvvisa, con sintomi quali vomito e letargia.
• Xilitolo (dolcificante presente in gomme da masticare e dolci “senza zucchero”): provoca un massiccio e rapido rilascio di insulina nel cane, portando a ipoglicemia severa e potenziale insufficienza epatica.
• Ossa cotte: a differenza delle ossa crude, le ossa cotte (specialmente di pollo o coniglio) si frammentano in schegge affilate che possono perforare lo stomaco o l’intestino.
• Noci macadamia e alcol causano debolezza, tremori, ipertermia e depressione del sistema nervoso centrale.
Piccoli segreti e consigli utili per il gatto
Dove mettete l’acqua del gatto? Sapevate che i gatti non amano bere vicino alla ciotola del cibo? In natura evitano di abbeverarsi dove cacciano per paura che la preda abbia contaminato l’acqua. Provate a spostare la ciotola dell’acqua in un’altra stanza e vedrete che inizierà a bere molto di più.
Il gatto è uno “snacker” seriale: In natura caccia piccole prede (topi, uccellini) che gli forniscono poche calorie alla volta. Ha uno stomaco piccolissimo ed è programmato per fare tra i 10 e i 15 micro-pasti al giorno (spesso sgranocchia appena 3-4 crocchette per volta). Lasciargli il secco a disposizione rispetta la sua natura, purché non soffra di obesità e sappia autoregolarsi.
L’erba gatta non è un vizio, è una necessità: I gatti dedicano ore alla pulizia del pelo, ingerendone grandi quantità che possono formare i temuti boli di pelo (bezoari) nello stomaco. L’erba gatta (o le paste a base di malto) lo aiuta ad espellerli o a digerirli naturalmente, evitando blocchi intestinali o vomito frequente.
Perché coprono la ciotola dopo aver mangiato? Se vedi il tuo gatto “grattare” il pavimento intorno alla ciotola come se stesse sotterrando qualcosa, è l’istinto felino che si risveglia. In natura, i gatti nascondono i resti delle prede sotto la terra per due motivi: evitare che l’odore attiri altri predatori più grandi e non far sapere alle prossime prede che c’è un cacciatore in zona.
La sindrome da affaticamento dei baffi (whisker fatigue): I baffi del gatto (vibrisse) sono organi di senso ipersensibili. Se la ciotola è troppo stretta e profonda, i baffi toccano continuamente le pareti mentre mangia, provocandogli un vero e proprio stress sensoriale. Il segnale: se il gatto toglie il cibo dalla ciotola e lo mangia sul pavimento, o se lascia sempre il cibo ai bordi della ciotola, prova a sostituirla con un piatto piano e largo.
Piccoli segreti e consigli utili per il cane
L’olio di salmone: un super-food in ciotola. Aggiungere qualche goccia di olio di salmone (o omega-3) al pasto del cane ma anche del gatto fa miracoli: rende il pelo lucidissimo, protegge la pelle secca, riduce le infiammazioni e supporta le articolazioni, soprattutto nei cani anziani.
Perché portano il cibo fuori dalla ciotola? Alcuni cani prendono un boccone di crocchette, lo portano sul tappeto o in un’altra stanza e lo mangiano lì. È un retaggio atavico del lupo: in natura i membri del branco meno dominanti staccavano un pezzo di preda e lo portavano in un luogo sicuro per consumarlo senza rischiare che gli venisse rubato.
Snack da masticare = spazzolino e antistress naturale: La masticazione rilascia endorfine nel cervello del cane (gli ormoni del benessere) e riduce lo stress. Optare per snack naturali essiccati (come nervi di bue o corna di cervo) aiuta a pulire il tartaro in modo meccanico e lo mantiene rilassato e occupato.
Attenzione alla “torsione di stomaco” (specie per cani medio-grandi): È un’emergenza veterinaria grave. Evita di far fare attività fisica intensa (corse, salti, giochi scatenati) al cane nei 30-60 minuti successivi al pasto. Inoltre, se mangia troppo velocemente, valuta l’uso di una ciotola anti-ingozzamento.






