Ha tanta sete? Fa tanta pipì anche di notte? È insolitamente stanco o ha perso peso senza un motivo apparente? Molto spesso i genitori tendono ad attribuire questi comportamenti a un periodo di stress, al caldo improvviso, a un picco di crescita o a piccoli malanni di stagione. Eppure, dietro a questi segnali si può nascondere l’esordio del diabete di tipo 1, una patologia autoimmune che colpisce bambini e ragazzi fin dalla prima infanzia. Riconoscere questi campanelli d’allarme prima che la situazione precipiti è fondamentale. Per questo motivo l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, in collaborazione con l’Associazione diabete giovanile del Trentino e la Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica ha promosso una capillare campagna di sensibilizzazione che vede le farmacie comunali e territoriali in prima linea nella distribuzione di materiali e video informativi.
Numeri e realtà in Trentino
Il diabete di tipo 1, detto anche giovanile o insulino-dipendente, non è una malattia prevenibile. Insorge quando il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule del pancreas che producono insulina. In Trentino si registrano ogni anno circa 18-20 nuovi casi, con un’età media di esordio intorno ai 10 anni, anche se la patologia può manifestarsi già nei primi mesi di vita. Attualmente, il Centro diabetologico pediatrico di Trento segue costantemente 225 tra bambini e ragazzi. Se la malattia non può essere evitata, ciò che si può e si deve evitare è la diagnosi tardiva. Oggi in provincia di Trento la percentuale di bambini che arriva alla prima diagnosi in stato di chetoacidosi diabetica è ancora compresa tra il 36% e il 40%. La chetoacidosi è una complicanza grave, potenzialmente pericolosa per la vita e che rende più complessa la futura gestione della patologia. Ridurre drasticamente questo dato è l’obiettivo primario della campagna.

I segnali da non ignorare
Lo slogan scelto per la campagna parla chiaro: «Ha tanta sete? Fa tanta pipì? Non ignorarlo: potrebbe essere diabete».
I materiali informativi attualmente in distribuzione nelle farmacie riassumono in modo semplice e visivo i principali sintomi a cui prestare attenzione:
• una sete intensa e sproporzionata;
• necessità di urinare molto frequentemente;
• calo di peso inspiegabile nonostante l’appetito conservato o persino aumentato;
• svogliatezza insolita e mancanza di energia;
• nausea, vomito, respirazione profonda e alito dal caratteristico odore fruttato (simile a quello delle mele mature o dell’acetone).
Il ruolo centrale della farmacia: un test rapido che salva la vita
Di fronte a questi sintomi, la regola d’oro è una sola: non aspettare e non sottovalutare. Il presidio delle farmacie rappresenta spesso il primo punto di contatto e di ascolto per le famiglie. Un semplice controllo della glicemia su goccia di sangue capillare, effettuabile in pochi secondi direttamente in farmacia o dal proprio pediatra/medico di medicina generale, oppure un test dell’urina per verificare la presenza di glucosio, sono sufficienti per chiarire subito il quadro clinico. Valori glicemici superiori a 200 mg/dL o la presenza di glucosio nelle urine richiedono un invio immediato e urgente al Pronto soccorso pediatrico.
Come sottolinea Roberto Franceschi, responsabile del Centro diabetologico pediatrico di Trento: «Arrivare presto alla diagnosi permette di iniziare subito la terapia insulinica, evitando complicanze gravi e garantendo al bambino una migliore qualità di vita fin dai primi giorni. Il nostro obiettivo prioritario è far sì che nessun bambino debba più varcare la soglia dell’ospedale in stato di chetoacidosi».






