la-torretta-di-osservazioneIl biotopo e Riserva naturale provinciale Taio di Nomi si raggiunge a piedi in pochi minuti dall’abitato di Nomi.

Nel corso della seconda metà del 1800, in seguito ad una serie di disastrose alluvioni, l’amministrazione austroungarica intraprese un complesso di interventi idraulici sui corsi d’acqua volti a proteggere dalle esondazioni i centri abitati della Val d’Adige. Tra questi interventi i più cospicui furono le rettificazioni del corso del fiume Adige, cioè la trasformazione di tratti curvi in più brevi tratti rettilinei, grazie alla realizzazione di alvei artificiali.
Ciò aveva lo scopo di velocizzare lo smaltimento delle acque in caso di piena e, nel contempo, di recuperare terreni coltivabili. Tra i vari interventi svolti a sud di Trento vi è anche il Taio di Nomi (Taio significa taglio). Qui l’Adige descriveva una grandiosa curva che portava il fiume sul lato sinistro della valle, a ridosso di Castel Pietra, per tornare poi sul lato opposto: un andamento tuttora ben visibile sulle terreno e sulle carte topografiche. Il grande meandro venne “tagliato” grazie ad un nuovo alveo rettilineo e il ramo “morto” divenne una vasta palude pian piano bonificata e messa a coltura.

L’ultimo tratto superstite di questa palude, un vero e proprio paradiso per gli uccelli migratori e per la fauna e flora acquatica in generale, rischiava di sparire definitivamente a causa dell’avanzata di una discarica, bloccata dall’istituzione della zona protetta.
Grazie ad un ventennio di interventi di riqualificazione ambientale condotti dall’Ufficio Biotopi della Provincia di Trento l’area è oggi una delle più importanti zone umide sulla rotta che gli uccelli migratori percorrono tra la Pianura padana e il nord delle Alpi. Sono presenti uccelli nidificanti di molti tipi, dal germano reale alla folaga, dalla cannaiola al tarabusino, ma anche rane e rospi che qui trovano la possibilità di riprodursi.

Per facilitare l’osservazione della fauna sono state realizzate delle schermature con pareti di canne e una grande torretta di osservazione, con feritoie dalla quali si possono seguire, senza essere visti, le attività della fauna selvatica. Il percorso didattico con pannelli illustrativi contribuisce a rendere la visita al Taio di Nomi un’esperienza gradevole e interessante.

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