Calta di paudeI vetusti salici da vimini, chiamati localmente stropari, sono uno degli elementi più pittoreschi del paesaggio della campagna estensiva, nelle aree di fondovalle. Sono piantati lungo i fossi e hanno grosse branche deformi, segnate da decenni di potature a capitozzo. I sottili e lunghi rami raccolti in primavera e messi a bagna per tenerli morbidi, sono ancora usati per “legare le viti”.

I salici da strope sono elementi caratteristichi della campagna “di una volta”, di tipo estensivo, fatta di piccoli appezzamenti, varietà di colture, siepi, muretti, vecchi alberi. Questo paesaggio agricolo anche in Trentino sta velocemente arretrando di fronte all’avanzata dell’agricolura intensiva, più redditizia ma meno ricca di biodiversità.

Lo stagno realizzato per favorire la biodiversitàUn luogo dove osservare ancora l’antico mosaico agricolo e i suoi elementi, compresi i salici da vimini, è il fondovalle della Bassa Valsugana. Qui, presso il paese di Selva di Grigno, lungo il corso del fiume Brenta, si trova il Biotopo “Fontanazzo” (ora Riserva naturale provinciale). Per visitare quest’area protetta è stato realizzato un percorso didattico molto bello e interessante. Uno tra i maggiori motivi di interesse naturalistico del Fontanazzo è costituito dal particolare sistema idrico: la zona protetta infatti comprende alcune importanti sorgenti di fondovalle che sono in diretta comunicazione con il complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron (uno tra i maggiori d’Italia), grotte che si aprono sul versante destro della valle, a poca distanza dal Biotopo. Il reticolo sotterraneo delle grotte raccoglie le acque derivanti dalle precipitazioni sull’Altopiano soprastante; tali acque riemergono attraverso i depositi alluvionali nella zona del Biotopo dando origine alle sopra citate sorgenti. La tarda primavera rappresenta il periodo di massima portata, in coincidenza con lo scioglimento delle nevi in montagna. Questi fenomeni di risorgiva determinavano in passato il perenne ristagno delle acque sull’intera area del Biotopo.
Corriere piccolo, raro uccello che nidifica sul greto del BrentaIl Fontanazzo comprende lembi di bosco ripariale, prati, coltivi, il fiume e il greto fluviale, oltreché corsi d’acqua minori. Il bosco ripariale, composto da ontano nero, ontano bianco e salice bianco è la componente di vegetazione più preziosa e caratteristica. Il Fiume Brenta, per il tratto compreso nel Biotopo, presenta interessanti condizioni di naturalità. La sponda destra per un buon tratto è priva di argini artificiali e l’azione di deposito ha permesso la formazione di un ampio greto, frequentato da varie specie di uccelli di ripa, tra cui i rari corriere piccolo e piro piro piccolo; anche il maestoso airone cenerino, il merlo acquaiolo e lo splendido martin pescatore, frequentano assiduamente il corso d’acqua.

La provincia di Trento ha condotto vari interventi di miglioramento ambientale, per esempio ha realizzato un grande stagno che in pochi anni è divenuto un “paradiso” per rane, rospi e uccelli acquatici. Per consentire la visita all’area protetta è stato realizzato un sentiero di visita che ha inizio nei pressi di Selva di Grigno, dove si trova un pannello didattico che illustra le caratteristiche dell’area e fornisce indicazioni per una visita proficua. Lungo il percorso si trovano punti di osservazione schermati e torrette per l’avvistamento della fauna.