Già dal secondo millennio a. C. la patata veniva coltivata dai popoli delle Ande, che la essiccavano come scorta per l’inverno. Venne portata in Europa dagli spagnoli intorno al 1570 ma si diffuse molto lentamente. In Trentino venne coltivata a partire dal 1800; in particolare dopo la grande carestia del 1816 si diffuse ampiamente divenendo un autentico “pilastro” dell’alimentazione contadina.

La valle di Cavedine, zona particolarmente vocata alla produzione delle patate, offre la possibilità di compiere una passeggiata particolarmente gradevole e istruttiva seguendo la passeggiata archeologica. Si tratta di un percorso lungo circa 3 chilometri e mezzo, con un centinaio di metri di dislivello, che si può compiere tranquillamente in un paio di ore. Dalla parte alta del paese di Cavedine, la passeggiata imbocca la Strada romana, che costituiva un tratto collaterale della principale via di comunicazione tra Tridentum con il Garda. A breve distanza da Cavedine di incontra la Fontana romana, un serbatoio in pietra costruito per accumulare preziosa acqua potabile. Questo antichissimo manufatto, unico del suo genere in Trentino, è composto da una camera sotterranea alla quale si accede discendendo una scalinata e da una grande vasca di pietra per la raccolta dell’acqua di una sorgente perenne. Poco oltre la Fontana romana si raggiunge il capitello dell’Assunta, eretto in ricordo degli emigranti; qui, in periodi di forti piogge, la conca prativa si riempie d’acqua formando un lago temporaneo. A poche centinaia di metri di distanza, un sentiero, per un ripido e stretto valico, sale verso il pianoro di Fabian; un piccolo piazzale panoramico sull’abitato di Stravino, segnala la presenza della Cosina. Si tratta di una grotta naturale nella roccia calcarea dove sono stati rinvenuti reperti risalente all’Eneolitico – Bronzo antico (III-II millennio): cinque sepolture, con tanto di corredo funebre con utensili in selce, vasellame in ceramica, una lama di pugnale. Il percorso raggiunge poi il masso della cosiddetta Carèga del diaol o Trono della Regina, con un’epigrafe latina risalente al III sec. dopo Cristo. La passeggiata continua poi in leggera discesa per rientrare verso Cavedine, lungo un percorso fiancheggiato da rocce caratterizzate da incisioni rupestri di incerta datazione: coppelle, croci, impronte di mani, simboli religiosi.

La Fonte romana Orchidee selvatiche lungo il percorsoScorcio lungo il percorso