Fiavè, chiesa di San ZenoPresso le case di monte e le baite sui prati di mezza montagna, un noce non manca mai. è un albero particolarmente importante nella tradizione popolare. Il suo legno è il più nobile tra quelli delle piante locali ed è usato per i mobili di pregio. Le noci, frutti che hanno il vantaggio della conservabilità, sono estremamente nutrienti e trovano molte applicazioni nella preparazione di dolci.

La zona del Trentino maggiormente famosa per la produzione delle noci è certamente il Bleggio. Le noci del Bleggio hanno un’insolita forma allungata, quasi rettangolare. Il guscio sottile è facile da rompere e il gheriglio chiaro si toglie facilmente. Hanno un gusto dolce e deciso. Vengono raccolte a mano dalla fine di settembre ed essiccate, come un tempo, su graticci nelle soffitte arieggiate. Questo tipo di coltivazione è molto antico; nel 1579 qui scoppiò la “guerra delle noci”, quando il Vescovo di Trento impose ai giudicariesi il rispetto delle “compattate”, antiche regole che favorivano il Conte di Tirolo e vessavano ulteriormente la popolazione.

Resti del villaggio palafitticoloA breve distanza dal Bleggio c’è la Torbiera di Fiavè, visitabile tramite un sentiero di visita appositamente realizzato. La torbiera costituisce un sito archeologico di grandissima importanza per il rinvenimento dei resti di un grande villaggio su palafitte databile dal 2300 al 1200 a. C. La torbiera di Fiavé era anticamente un grande lago, in origine profondo più di 20 metri e perfino più esteso dell’attuale bacino occupato dalla torbiera. La scomparsa del lago è avvenuta per colmamento ad opera della vegetazione delle rive, che nel corso del tempo ha progressivamente invaso lo specchio d’acqua fino a occuparlo quasi per intero. Durante questo lungo processo l’accumulo dei resti dei vegetali morti ha dato origine alla formazione di un potente deposito di torba, dello spessore massimo di 3 metri. La torba è stata estratta a Fiavé con tecniche industriali o artigianali già dalla metà del 1800 fino quasi ai nostri giorni.

Percorso di visita nella torbieraOggi la torbiera di Fiavè è un’area protetta non solo per il suo valore archeologico ma anche per la presenza di habitat, piante e animali molto rari e in via di scomparsa. L’ingresso al sentiero di visita del biotopo è posto lungo la strada che da Fiavè porta a Ballino, poco prima della località La Pineta. Il percorso è “un anello”, che si snoda lungo il territorio occupato dal biotopo per ricondurre alla fine della visita all’ingresso principale. L’intero percorso può essere portato a termine in circa un due ore e mezzo. Lungo il percorso sono indicati 15 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali è collocata una tabella con una breve frase illustrativa.
Nel Municipio di Fiavè è stato allestito un museo molto interessante dedicato alla torbiera.