Ponte sospeso sul ChieseOriginario dell’Asia centrale, fu portato in Trentino attorno al 1600 e si affermò nelle vallate come coltivazione capace di sfruttare i terreni dove era stata appena mietuta la segale (semina inizi di luglio, maturazione fine ottobre). Con il grano saraceno, oggi ormai pressoché scomparso dai nostri campi, si ottiene una farina grigiastra e amarognola, con cui si preparano la polenta mora e alcuni tipi di torte.

Contrariamente ad altri paesi del nostro continente (Russia, Polonia, Francia, ex-Jugoslavia, ecc.), dove il grano saraceno è molto diffuso, in Italia la coltura di questa pianta è sempre stata assai limitata. Era circoscritta essenzialmente a qualche zona delle Alpi, come la Valtellina in Lombardia (dove sono nati i famosi pizzoccheri) e alcuni settori del Trentino Alto Adige. Nella nostra provincia, il grano saraceno ha avuto un impiego tradizionale soprattutto nelle valli più occidentali, a contatto con la Lombardia.

Allestimento sulla fauna dei vecchi alberi lungo il percorsoProprio nella vallata del Chiese è ubicato un percorso adatto ad una bella passeggiata, attrezzato con pannelli didattici e allestimenti interattivi dal Parco naturale Adamello Brenta, che ne ha fatto uno dei suoi Sentieri natura. Il percorso ha inizio dal paese di Daone e si compone di un tratto comune all’andata e al ritorno e di un tratto ad anello. Complessivamente, è lungo poco meno di cinque chilometri e ha un dislivello di poche decine di metri; si percorre con passo tranquillo in circa 1 ora e mezza, alla quale va aggiunto il tempo necessario per le soste.
Il percorso è adatto a tutti e non presenta difficoltà: un po’ di attenzione è necessaria in un breve tratto con gradini; inoltre il passaggio del torrente sul ponte di funi sospeso, pur essendo assolutamente sicuro, può creare disagio in chi soffre di vertigini. Lungo il sentiero non ci sono punti di ristoro né fonti per approvvigionarsi d’acqua. Il sentiero natura invita alla conoscenza del paesaggio agricolo di tipo tradizionale, un affascinante mosaico ambientale che l’uomo ha plasmato nel corso dei secoli. Tasselli di questo mosaico sono i prati, gli orti, le siepi, i muri a secco e i vecchi alberi ai bordi dei campi. Ogni tassello possiede un proprio ruolo di habitat nei confronti degli animali, così il paesaggio agricolo tradizionale ci sorprende con la sua inaspettata biodiversità. Non solo quindi un paesaggio affascinante e di alto valore culturale, ma anche un ambiente ricco di natura preziosa, da conoscere, apprezzare e proteggere. I temi affrontati lungo il percorso sono: gli animali dei muri a secco, gli animali dei vecchi alberi, gli animali delle siepi, la salamandra pezzata, gli animali del prato, gli animali delle case isolate e la ghiacciaia (giazèra).

Allestimento sulla fauna dei muretti a secco lungo il percorso