Il gelso bianco e quello nero – morari in dialetto – vennero introdotte in Europa dal lontano oriente per produrre le foglie necessarie all’allevamento del baco da seta. Da noi i primi gelsi furono piantati in Vallagarina durante la dominazione veneta (1416-1509), nel 1700 e 1800 la loro coltivazione si diffuse enormemente in tutte le principali vallate. Oggi questi alberi sono divenuti rari.

Nella seconda parte del 1700 e per tutto il 1800 l’allevamento del baco da seta e la produzione di bozzoli divenne un’attività economica basilare per una larga parte delle famiglie trentine; di pari passo la coltivazione del gelso (soprattutto il gelso nero, più resistente) si diffuse enormemente in tutte le principali vallate. Il gelso, presente ovunque, caratterizzava in quel tempo tutto il paesaggio agricolo; tuttavia non era mai la coltura principale, bensì veniva piantato in filari nei campi e nei prati. Il progressivo declino della bachicoltura a partire dagli ultimi decenni del 1800 ebbe varie cause: malattie del baco da seta, imposizione di dazi, concorrenza con altri paesi; l’abbandono definitivo dell’attività avvenne alla metà del 1900. Delle distese di gelsi delle vallate oggi non resta più alcuna traccia, tranne i pochi meravigliosi alberi monumentali che qua e là nella campagne sono scampati all’impietoso taglio per fa posto a colture più redditizie. Una zona nella quale si possono ancora osservare molti esemplari di gelso è quella di Brentonico, dove esistono possibilità quasi infinite di compiere belle passeggiate.

Crosano, centro del paeseCampagne lungo il percorsoEringio ametistino

Un percorso molto facile e interessante è quello, tutto su stradine di campagna, che ha inizio dalla piazza principale di Crosano e compie un anello a est del paese, tornando al punto di partenza. Nel punto di inizio c’è una tabella che descrive il tragitto e lungo il tracciato si incontrano una serie di pannelli che spiegano le peculiarità naturalistiche di quest’area, che è davvero molto ricca di flora e di fauna. Si passeggia immersi in un paesaggio particolarmente dolce e gradevole, composto da una variegato mosaico di prati, campi con siepi, muretti a secco, vigneti, boschetti di latifoglie.