Il castagno è piuttosto sensibile al freddo e non tollera i terreni ricchi di calcio, per cui in Trentino la sua diffusione è abbastanza limitata. La coltivazione è stata in passato, soprattutto in aree della Valsugana, Valle dei Laghi e Brentonico, una risorsa economica importante. La castagna è infatti un frutto molto energetico, di composizione simile ai cereali, che si può conservare anche sotto forma di farina.

cembra1  Il castagno, che ama i climi caldi e i terreni acidi, è piuttosto diffuso in Val di Cembra e un tempo lo era ancora di più, presso i paesi e nei dintorni dell’Avisio. In passato la coltura di questo albero da frutto ha rivestito una notevole importanza, grazie alle eccezionali proprietà nutritive della castagna e alla sua conservabilità nel tempo, anche sotto forma di farina. In molti paesi della Val di Cembra i castagneti erano prevalentemente di proprietà comunale ma da tempi immemorabili venivano assegnati “in godimento” alle famiglie dei censiti. Ogni famiglia aveva quindi l’usufrutto di un certo numero di piante, che doveva anche mantenere con cura, corrispondendo un canone annuo proporzionale al numero di alberi. Tale consuetudine prosegue anche ai nostri giorni, tanto che sui tronchi di qualche albero si possono leggere ancora le iniziali dei cognomi. Un luogo dove si stanno recuperando gli antichi castagneti è la zona di Faver (673 m), paese dal quale hanno inizio vari percorsi adatti a passeggiate. Uno di questi è la strada che che parte da Faver e risale il versante del monte portando, in meno di 3 km, alla piccola frazione di Ponciach (1000 m). La strada si snoda tra boschi di pini, larici e faggi; presso il capitello di S. Luigi si segue sulla destra una sterrata che si riallaccia alla strada un po’più a monte. In questo tratto il percorso tocca un castagneto dove accanto a piante maestose e contorte crescono anche giovani esemplari cresciuti dopo importanti interventi di recupero del bosco. Fàver (673 m, circa 800 abitanti) è un paese lungo e stretto, composto storicamente da due nuclei separati, Córt e Vich (Vigo), un tempo appartenenti a distinte giurisdizioni. Per secoli l’economia locale si è retta sulla coltivazione della vite, la produzione del vino e la distillazione della grappa. La grappa un tempo veniva spesso prodotta e commercializzata in modo illegale, permettendo alle famiglie di integrare i magri ricavi di un’agricoltura di sussistenza.

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