nelle-caveLe cave di oolite sono inserite in un percorso storico-naturalistico molto interessante. L’area è denominata Bosco Caproni poiché era di proprietà dell’omonima famiglia, il cui componente più illustre è stato il pioniere del volo Gianni Caproni, nato nel 1886 proprio a Massone.
La visita ha inizio dal paese di Massone, presso Arco, dove si può parcheggiare; poi si seguono le indicazioni per le Falesie di Policromuro, un’area con spettacolari pareti rocciose utilizzate per l’arrampicata sportiva.

Il Bosco Caproni, che ha un’estensione di circa 44 ha, è posto alla base del fianco occidentale del Monte Stivo.
Le Cave di oolite sono l’elemento più suggestivo del percorso.
Sono scavate profondamente nella roccia del dosso di Vastrè e si presentano con grandiosi antri oscuri, dove per non far crollare il “tetto” i cavatori hanno mantenuto una serie di grandi colonne di roccia. In queste cave si estraeva una pietra calcarea chiamata pietra statuaria, particolarmente adatta ad essere lavorata per produrre statue, per abbellire le sommità delle colonne, per realizzare altari o capitelli.
corrosione-carsicaCon questa pietra sono state scolpite le statue che ornano il ponte Taro a Parma, la fontana di Piazza Duomo a Trento, le statue di Prato della Valle a Padova, alcune statue nella Collegiata ad Arco e la statua del Mosè di Arco.
Una particolare applicazione della pietra consisteva nella realizzazione di tubi per gli acquedotti; resti di queste tubazioni si rinvengono ancora qua e là nelle campagne dei paesi del Basso Sarca. Dopo secoli di utilizzo, nella seconda metà del 1800 il lavoro di estrazione si ridusse in maniera drastica, fino a venire abbandonato del tutto. Durante la Seconda Guerra Mondiale le cave vennero usate come rifugio antiaereo dagli abitanti di Massone e San Martino.

le-caveOltre alle Cave di oolite il Bosco Caproni offre molte altre attrattive naturalistiche: è presente lungo il percorso una flora molto varia, con piante di olivo, leccio e altre specie mediterranee; nel tratto alto si raggiunge una zona dove crescono castagni secolari.
Lungo il sentiero sono presenti vistosi esempi di corrosione carsica delle rocce, che si manifestano con profonde incisioni e fessurazioni delle placche rocciose.
Con una piccola deviazione dal percorso (segnalazione percorso delle trincee), si può visitare un esteso sistema di trincee della Prima Guerra mondiale, predisposto dai comandi austriaci per controllare la valle del Sarca.